salumi in gravidanza

Salumi in gravidanza: quali sì e quali no?

Salumi: cibi vietati in gravidanza?

Una delle prime preoccupazioni delle donne incinte è quella relativa all’alimentazione in gravidanza, poiché alcuni cibi andrebbero evitati per tutte le 40 settimane.

Un argomento molto delicato, ad esempio, è quello relativo ai salumi in gravidanza, in alcuni casi consentiti, in altri no.

Vediamo, quindi, quali salumi si possono mangiare in gravidanza e quali, invece, sono da evitare. 

Salumi in gravidanza: quali rischi?

Molte volte i salumi non rientrano tra i cibi consentiti in gravidanza a causa del rischio di toxoplasmosi.

Sono, perciò salumi da evitare in gravidanza tutti quelli crudi e non stagionati, perché potrebbero essere contaminati da batteri quali il Toxoplasma Gondii e causare numerosi danni alla mamma e al bambino.

La cottura, invece, elimina qualsiasi tipo di batterio eventualmente presente, quindi, si possono mangiare i salumi cotti in gravidanza e anche quelli presenti sulla pizza, purché si abbia la certezza della loro cottura. Spesso, infatti, vengono aggiunti a fine cottura.

salumi in gravidanza

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Salumi e insaccati: quali sono?

Spesso si fa confusione fra salumi e insaccati. Chiariamo che tutti appartengono alla categoria dei salumi, ossia quei prodotti di carne suina sottoposti a salatura o stagionatura.

La differenza è che gli insaccati sono carni conservate con particolari processi, volti ad aumentarne il mantenimento.

Gli insaccati sono, quindi, salumi costituiti da un involucro che può essere di provenienza naturale (budella e visceri di bovino o suino) o artificiale (tela, film plastico). Il contenuto o impasto è costituito da carne (in genere suina, pura o mischiata con carni di altre origini), grasso, ecc, macinata oppure in un pezzo unico, come ad esempio la lonza.

Quindi, quali sono gli insaccati?

Gli insaccati sono divisi in due categorie:

  • crudi: sebbene siano sottoposti a processi di stagionatura, talvolta anche molto lunghi, non sono sicuri al 100% rispetto al rischio di contrarre la toxoplasmosi. Sono salame, salsiccia e cotechino;
  • cotti: wurstel, zampone e mortadella.

Ecco un video che riguarda il consumo di salumi in gravidanza e di affettati in gravidanza.

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Mortadella in gravidanza

La mortadella, come abbiamo detto, è un salume insaccato cotto, a base di carne suina, nonché uno dei salumi più amati.

Quindi, proprio perché durante la sua preparazione è stato sottoposto a temperature molto alte, la mortadella in gravidanza può essere mangiata, senza alcun rischio di contagio da parte di agenti patogeni. Tuttavia bisogna fare attenzione al suo contenuto calorico.

mortadella in gravidanza

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Fesa di tacchino e prosciutto cotto in gravidanza

Tra i salumi che si possono mangiare abbiamo anche la fesa di tacchino in gravidanza, molto leggera (111 calorie in 100 grammi) ed estremamente sicura riguardo il rischio di toxoplasmosi.

Un altro salume molto amato è il prosciutto cotto. Seppure dal gusto meno aromatico e deciso, è un altro di quei salumi che può essere mangiato senza rischi in gravidanza. La cottura ad alte temperature, infatti, rende nullo il rapporto fra prosciutto cotto e toxoplasmosi.

È inoltre anche leggero, poco salato e facilmente digeribile.

prosciutto cotto in gravidanza

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Bresaola in gravidanza

La bresaola invece, essendo un salume crudo, non va mangiata in gravidanza, proprio a causa del rischio di contrarre la toxoplasmosi.

Inoltre:

  • contiene molto sodio: un eccesso di sodio in gravidanza potrebbe causare ipertensione;
  • contiene additivi come i nitrati di potassio che provocano la formazione di nitrosammine. Queste, in una donna incinta, potrebbero aumentare il rischio di diabete gestazionale.

bresaola in gravidanza

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Salumi in gravidanza: quali evitare?

Per evitare di contrarre la toxoplasmosi e non solo, vi sono altri salumi da non mangiare in gravidanza, soprattutto se crudi.

Fra questi:

  • il prosciutto crudo in gravidanza;
  • lo speck in gravidanza;
  • il salame in gravidanza;
  • le salsicce in gravidanza, sebbene molte volte siano mangiate cotte e, quindi, non a rischio toxoplasmosi, contengono molto sale e potrebbero portare kg in eccesso, oltre che bruciore di stomaco;
  • la pancetta in gravidanza: di sicuro quella cotta non è a rischio toxoplasmosi, ma si tratta di un cibo molto grasso quindi si potrebbe scegliere di consumarlo sporadicamente, senza esagerare;
  • la porchetta in gravidanza non è sconsigliata per il rischio di toxoplasmosi, perché è cotta, ma è un prodotto decisamente troppo grasso e squilibrato anche a livello calorico, quindi andrebbe evitato o mangiato di tanto in tanto;
  • i wurstel in gravidanza: anche in questo caso la cottura potrebbe risolvere il problema di infezioni alimentari, ma il consumo di questo cibo non è salutare e potrebbe causare ipertensione arteriosa, colesterolo e aumento di peso.

Il rischio di infezioni come la toxoplasmosi in gravidanza, quindi, può essere eliminato con la cottura, ma, oltre questo, la maggior parte dei salumi e degli insaccati ha un elevato contenuto di sale.

Questo ingrediente, utilizzato come conservante e condimento, è composto per il 40% dal sodio. L’abuso di tale minerale può comportare conseguenze negative per la salute come l’aumento della pressione sanguigna.

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Sono un'antropologa culturale amante del buon cibo e della lettura. Mi occupo di comunicazione sia per il web che per la carta stampata. Sono mamma di due meravigliosi monelli dai quali ogni giorno imparo qualcosa di nuovo e lo racconto su Passione Mamma! Email: v.lodestro@passionemamma.it

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