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Porto Rico: multa ai genitori dei bambini obesi

Se in Italia sta facendo scalpore la battuta poco felice che al Festival di Sanremo il comico Siani ha rivolto ad un bambino paffutello, da un’altra parte del mondo, con precisione nel Porto Rico, fa invece preoccupare la proposta di legge del senatore Gilberto Rodriguez per combattere l’obesità infantile. Con esattezza l’intenzione è quella di multare fino ad 800 euro i genitori dei bambini obesi

A quanto pare, per combattere questo fenomeno in crescita, il piccolo stato degli Stati Uniti, avrebbe però intenzione, se il progetto di legge dovesse entrare in vigore, di monitorare la salute dei giovani paffutelli portoricani partendo dalla scuola. Saranno infatti gli insegnanti, a segnalare il problema in caso di necessità. Sarà poi cura di un consulente suggerire ai genitori una giusta dieta, accompagnata da esercizi fisici da far seguire al proprio pargolo. La multa scatterà se nel giro di 6 mesi il bambino non avrà perso peso.

In realtà l’ammenda che dovrebbe essere pagata varia fra i 500 e gli 800 dollari e secondo il senatore del Partito Popular Democratico, servirebbe quindi proprio per responsabilizzare maggiormente le famiglie che con attenzione dovranno preservare la salute alimentare dei propri figli. Ma quello dell’ obesità infantile non è solo un problema del Porto Rico, che vede il 28% dei piccoli affetti da questa patologia, bensì dell’intero mondo e secondo una ricerca il 30% dei bambini è obeso.

Non solo il Porto Rico, ma anche in Messico e in Ecuador sono stati presi provvedimenti contro l’obesità infantile. Dalla tassazione di bibite gassate al preoccuparsi di fornire nelle mense scolastiche cibi salutari accompagnando l’alimentazione ad un giusto apporto fisico proprio partendo dalla ginnastica fatta a scuola. Ancora, sempre in Ecuador, sono stati tassati pesantemente anche le grandi catene di fast food, come McDonald’s e Burger King, frequentate proprio dai giovanissimi. Infine arriviamo alla ormai nota campagna salutare della famiglia Obama. Insomma, la battaglia mondiale contro l’obesità infantile è più che aperta.

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