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Annegamento dei bambini: 10 regole per evitare una tragedia

Annegamento dei bambini: una tragedia che deve essere evitata

L’estate è ormai incominciata e non c’è cosa più bella che passare queste giornate calde e torride in spiaggia o a bagno in una bella piscina piena di acqua fresca. Tuttavia, anche in una giornata rilassante, il mare, la piscina
o addirittura la vasca da bagno, possono diventare luogo di tragedie e avvenimenti spiacevoli.
Stiamo parlando dell’annegamento, una situazione che, ancora oggi, viene troppo sottovalutata e che registra 372.000 decessi circa all’anno. Secondo una stima, la prima fascia per maggioranza è quella coperta dalle morti che vanno dagli 0 ai 4 anni, mentre al secondo posto troviamo gli adolescenti e i giovani adulti che non sanno nuotare bene o che commettono gesti pericolosi.
Ma perché i bambini tendono ad annegare e quali regole possiamo seguire per evitare che accada?
Andiamo a scoprire insieme tutto quello che ci serve sapere.

Perché i bambini tendono ad annegare

A volte può accadere che i bambini anneghino per negligenza degli adulti. Capita, infatti, che tendiamo a minimizzare il pericolo rappresentato dall’acqua nei confronti dei più piccoli, spesso pensando che i nostri figli siano in grado di nuotare perfettamente e senza problemi. Ecco quindi che magari ci ritroviamo a fissare, per esempio, lo schermo del telefono o a distrarci per qualsivoglia cosa e succede la fatalità.

annegamento bambini

Diversi sono i casi di bimbi che, purtroppo, perdono la vita in questo modo davvero brutto. Ricordiamo ad esempio una bimba del Foglino di tre anni che, per un incidente, è caduta nella piscina che si trovava nel giardino di casa e ha perso tragicamente la vita.

sindrome da annegamento

Dario Giorgio Pezzini, della Società nazionale di Salvamento, a proposito della cosa afferma che:

Gli annegamenti che si verificano durante il bagno, o anche giocando vicino all’acqua nel caso di bambini piccoli, non sono mai frutto del caso, e quindi possono essere evitati.

annegamento bambino

Come evitare l’annegamento: 10 consigli

Ma come possiamo evitare di incappare in questo pericolo? Pezzini stabilisce una regola fondamentale:

Non bisogna mai e poi mai perdere di vista un bambino che sta facendo il bagno o sta giocando vicino all’acqua.

Ecco a voi altre 10 regole da seguire per evitare l’annegamento:

  1. Facciamo indossare i dispositivi di salvataggio (braccioli e/o salvagente) delle misure corrette ai nostri bambini e controlliamo che non abbiano buchi o lesioni sulla superficie. Attenzione al mare mosso e al vento che possono far perdere loro il controllo.
  2. Vigiliamo attentamente sul bambino quando è in acqua: cerchiamo di non distrarci con telefonini e quant’altro. Meglio ancora sarebbe stare in acqua direttamente con lui, magari facendo piccoli giochi o semplicemente nuotandogli accanto.
  3. Non togliamo i dispositivi di sicurezza, braccioli e salvagenti, in un colpo solo. Il metodo migliore è quello di sgonfiarli un po’ per volta finché il bambino non acquisisce sicurezza.
  4. Il livello dell’acqua deve arrivare all’ombelico: se il bambino è troppo piccolo, non facciamolo allontanare oltre il bagno-asciuga, creiamo una linea immaginaria di sicurezza ed evitiamo che l’acqua vada oltre il suo ombelico, in questo modo siamo sempre sicure che il piccolo tocchi il fondo senza sforzi.
  5. Scegliamo sempre spiagge munite di bagnini: quattro occhi ben vigili sono sempre meglio di due!
  6. Corsi di nuoto: insegniamo ai nostri bambini le regole per nuotare correttamente, iscriviamoli ad un buon corso di nuoto già alla tenera età, in modo che si sentano più a loro agio nell’acqua e che non abbiano paura (Ricordiamoci sempre che un bambino che sa nuotare non va comunque lasciato da solo).
  7. Non facciamo stare i bambini in acqua se il tempo è cattivo, il mare è mosso e/o in presenza della bandiera rossa.
  8. Insegniamo ai piccoli a non tuffarsi mai da sporgenze (rocce, bordi piscina, scogli, trampolini…) anche se il fondale è basso. Spesso i traumi alla testa sono uno dei motivi di annegamento.
  9. Mettiamo in sicurezza le piscine: se abbiamo una piscina nel cortile o nel terrazzo è bene proteggerla con apposite barriere e, se munita di scaletta, rimuoverla quando è inutilizzata. Questi accorgimenti vanno presi anche per laghetti o grandi tinozze d’acqua.
  10. Può sembrare un luogo innocuo, ma la vasca da bagno per un bambino molto piccolo può risultare fatale: se non ha ancora una buona mobilità, infatti, potrebbe rischiare di ribaltarsi o scivolare e non riuscire più a rialzarsi. Non lasciamolo mai solo, nemmeno per un secondo.
annegamento dispositivi di sicurezza
Dispositivi di sicurezza per evitare le tragedie.

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Come fare se il bambino sta annegando: regole e sicurezze

Tutti noi siamo genitori e adulti premurosi ed estremamente attenti, ma se per caso ci trovassimo in una situazione in cui il piccolo sta annegando ecco 3 consigli da seguire:

  1. Mantenere la calma: lo sappiamo che è difficile, ma in questi casi mantenere il sangue freddo può essere fondamentale per salvare la vita del nostro bambino. Facciamo un respiro profondo e concentriamoci su quello che occorre fare.
  2. Non agiamo di testa nostra: se la spiaggia o la piscina è provvista di un bagnino lasciamo che sia lui ad occuparsi del bambino e nel mentre chiamiamo i soccorsi. Nel caso non ci fosse chiamiamo immediatamente un’ambulanza e facciamoci guidare dai consigli al telefono fino al loro arrivo.
  3. Se il bimbo è cosciente sdraiamolo su un fianco: in questo modo le vie respiratorie avranno la possibilità di liberarsi attraverso la tosse e il vomito.

Se avete qualche dubbio, questo video potrà esservi molto utile per eseguire le manovre di salvataggio:

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Annegamento secondario: morte silenziosa che si può evitare

Con annegamento secondario si indicano tutte le varie complicazioni che si manifestano dopo un annegamento. Può capitare che dell’acqua rimanga nei polmoni e, a distanza di giorni, crei un edema polmonare che può essere seguito dalla morte. I sintomi che si possono manifestare dopo un annegamento sono:

  • stanchezza e sonnolenza;
  • stato confusionario, senso di smarrimento;
  • vomito e tosse.

Ricordiamoci, quindi, di effettuare una visita medica subito dopo un annegamento, anche nel caso in cui un bambino molto piccolo ingerisca acqua contenente sostanze chimiche (acqua clorata, per esempio).

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Annegamento a secco: impariamo a conoscerlo per evitarlo

Durante un annegamento può capitare che tramite uno spasmo della laringe (laringospasmo) essa si chiuda per proteggersi dall’invasione dell’acqua. In questo modo, però, oltre che bloccare il passaggio dell’acqua impedisce anche quello dell’ossigeno, facendo morire il bambino per asfissia quasi subito. Questo raro caso viene chiamato annegamento a secco e, fortunatamente, accade in rarissimi casi. Ma è opportuno conoscere tutte le possibilità per trovarsi pronti a gestire le emergenze nel migliore dei modi.

annegamento a secco

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