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Boris Johnson papà: il figlio è nato al settimo mese. “Bebè e mamma stanno bene”

Boris Johnson papà: è nato il figlio del premier britannico

Dopo settimane di ansia e paura, dovute alla positività al COVID-19, Boris Johnson torna a sorridere: oggi, infatti, è nato il figlio del premier e di Carrie Symonds, che presto diventerà sua futura terza moglie. A dare il lieto annuncio è stato il portavoce del primo ministro britannico: sia il bebè che la mamma stanno bene.

L’annuncio a sorpresa

La notizia della nascita del piccolo Johnson è stata data a sorpresa: il parto, infatti, sarebbe avvenuto al settimo mese di gravidanza. Secondo le fonti vicino alla coppia, sia il piccolo che la mamma stanno bene. Anche Carrie, come Boris, era risultata positiva al COVID-19, ed ha dovuto passare settimane in isolamento a gravidanza in corso.

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Per il primo ministro inglese si tratta del quinto figlio: tre sono nati dal matrimonio – il secondo per Johnson – con Marina Wheeler, ed un altro è stato dato alla luce da una relazione extraconiugale. Il neonato, di cui non si sa ancora il nome, è invece il frutto dell’amore con la trentaduenne Carrie, ex capo delle comunicazioni del Partito Conservatore inglese.

Quasi trent’anni di differenza tra i due

Dopo la paura a causa della positività al coronavirus di entrambi, finalmente la coppia può gioire. Johnson e Carrie sono legati da quando il primo ministro inglese era ancora ufficialmente sposato con l’ex moglie Marina Wheeler. Ecco perché, la relazione tra i due, i primi tempi è stata oggetto di gossip e scandalo. Ad ‘aggravare’ la loro posizione anche la notevole differenza di età: lui ha 55 anni, lei 32.

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Boris Johnson: le polemiche legate alla gestione dell’emergenza COVID-19

Le polemiche, tuttavia, hanno sempre accompagnato la vita pubblica e privata di Boris Johnson. Ad inizio epidemia, quando in Inghilterra il coronavirus sembrava ancora non essere un’emergenza, aveva dichiarato in modo piuttosto duro che ogni cittadino avrebbe dovuto fare i conti con la perdita dei propri cari, auspicando poi ad una immunità di gregge, necessaria a suo dire per combattere il COVID-19.

Dopo le sue discusse dichiarazioni, è stata resa notala positività allo stesso virus ed il ricovero in terapia intensiva. Per settimane si è temuto in modo serio per la salute del primo ministro, che fortunatamente è riuscito a guarire, a tornare a lavoro, e ad assistere alla nascita del figlio.