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Coronavirus, i bambini possono uscire con i genitori? Il Viminale fa chiarezza

Coronavirus, sì alle passeggiate-genitori figlio, ma a una condizione

Sì alle passeggiate genitore-figlio, ma solo nelle vicinanze della propria abitazione. Il Viminale ha fatto chiarezza su uno dei punti più discussi del decreto volto a fronteggiare il contagio da coronavirus, e che riguarda il divieto di uscire da casa per i più piccoli. In realtà, una camminata nei pressi della propria abitazione è concessa, ma senza giro in bici o con il monopattino.

Il Viminale fa chiarezza

Con la chiusura delle scuole ormai da più di un mese, sono tantissimi gli adolescenti ed i bambini che si ritrovano chiusi in casa. E se c’è chi ha trovato passatempi e giochi fai da te da condividere in famiglia, c’è chi invece proprio non ce la fa più a restare tra le mura delle proprie abitazioni. Il Governo intanto continua a chiedere massimo rispetto delle regole imposte, ma fa chiarezza sulle tanto discusse passeggiate genitore-figlio.

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Una decisione, tante polemiche

Sì, dunque, ad una breve camminata in compagnia dei bambini – rispettando la debita distanza e l’utilizzo di mascherine e guanti – nei pressi della propria abitazione, vietato l’uso di monopattino e biciclette. Nulla cambia per gli adulti ai quali, spiega il Viminale, resta consentito fare jogging da soli sempre in vicinanza della propria residenza.

La decisione tuttavia ha scatenato alcune polemiche da parte di alcune Regioni italiane, dalla Campania alla Lombardia, che ritengono questa scelta irresponsabile. Pronta ed immediata la risposta del Viminale, che ha voluto precisare:

Nessuna apertura, solo dettagli interpretativi di un quadro normativo vigente. Uscire da casa deve sempre essere motivato.

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Sulle polemiche è intervenuta anche la ministra per la Famiglia, Elena Bonetti, ai microfoni di Sky TG24:

Dobbiamo mantenere l’impegno che ci siamo assunti tutti: bandire le polemiche dal nostro Paese in questo momento nel quale dobbiamo trovare, in squadra, la miglior soluzione possibile per dare risposte certe agli italiani.

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La ministra ha poi spiegato di aver chiesto al comitato tecnico-scientifico

l’opportunità di prevedere per i bambini e per i giovani di ricominciare a svolgere qualche forma di attività all’aria aperta, in modo graduale, regolamentato, ordinato” contemperando “il primario obiettivo di contenere il contagio e la necessità dei bambini della tutela della loro salute psico-fisica integrale, che prevede anche un’attività all’esterno.