tonno in scatola in gravidanza

Si può dare il tonno in scatola ai bambini?

Tonno in scatola ai bambini: sì o no?

Il tonno in scatola è un prodotto ricavato dalle operazioni di taglio, cottura, sgocciolamento, inscatolamento e sterilizzazione, del muscolo di pesce.

È un alimento buono e veloce ma molto spesso ci si domanda se i bambini possano mangiarlo. Vediamo di chiarirci le idee insieme.

Si può dare il tonno ai bambini?

Una buona dieta garantisce al giovane organismo di crescere in modo equilibrato e in salute. Il bambino, durante la delicata fase dello svezzamento, inizia a assaporare nuovi cibi e a scoprire alimenti che non conosceva. L’alimentazione varia è sicuramente un’arma vincente nella crescita del nostro bambino, ma esistono degli alimenti sconsigliati per i bambini: il tonno è uno di questi.

Ma perché il tonno fa male?

Il problema principale è nel legame fra tonno e mercurio. Il tonno, infatti, così come anche il pesce spada, è uno dei pesci in commercio che contiene maggiori concentrazioni di mercurio. Il problema del mercurio è che è più difficile da smaltire, ecco perché il consumo di pesci del genere è da limitare. Non bisogna eccedere nel consumo per non rischiare problemi di salute. I problemi derivano principalmente dal metilmercurio, la forma di mercurio derivata dall’azione di alcuni microrganismi acquatici: è la forma più comune negli organismi acquatici e purtroppo è anche la più tossica. Il metilmercurio, se ingerito, tende a depositarsi nei reni, nel fegato e nel sistema nervoso. Se mangiato dalle donne in gravidanza passa attraverso la placenta e potrebbe causare ritardi cognitivi nel bambino.

Le normali scatolette hanno al loro interno un contenuto che si aggira intorno agli 80gr che, una volta sgocciolato, diventa circa 50gr. Si consiglia di iniziare con il tonno in scatola al naturale, sicuramente più leggero rispetto al tonno fresco.

Alcuni studi sostengono che il tonno possa essere inserito dai due anni, altri dai sei anni. Altri ancora sostengono che si possa dare subito ma con moderazione. Le opinioni, dunque, sono piuttosto discordanti. Come in tutta la crescita del bambino, vige il buon senso della madre, e in ogni caso non bisogna eccedere nella consumazione.

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Mercurio nel pesce: quali evitare di mangiare?

L’Efsa (European Food Safety Authority) rassicura sul fatto che consumare una sola volta il mercurio nel tonno, o in qualsiasi altro pesce, non provochi intossicazioni gravi. Però, le donne in gravidanza e i bambini dovrebbero evitare di mangiare:

  • tonno;
  • pesce spada;
  • palombo;
  • smeriglio;
  • verdesca;
  • sgombro;
  • cozze e vongole: potrebbero provocare la salmonellosi perché provenienti da zone inquinate, come i porti;
  • pesce crudo: estremamente pericoloso per il rischio di infezioni alimentari come la salmonellosi.

I soggetti più a rischio nel mangiare pesce contenente mercurio sono:

  • le donne in gravidanza o allattamento, che potrebbero causare problemi ai figli;
  • i bambini nella fase dello svezzamento.

Occorre, perciò, fare molta attenzione quando si prepara il pesce ai bambini perché, è vero che il tonno fa bene, così come tutto il pesce, ma se contaminato, potrebbe causare moltissimi problemi.

Attenzione a non mangiare tonno in scatola se siete donne incinte o se avete bambini nelle fasce d’età indicate, perché, in questi casi, il tonno in scatola fa male.

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