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Influenza 2019-2020 e vaccino antinfluenzale per i bambini

Bambini e influenza

Siamo in quel periodo dell’anno in cui l’influenza è in agguato e sempre più persone sono costrette a restare a letto per giorni.

Tra i soggetti maggiormente colpiti ci sono sempre i bambini, in quanto il loro sistema immunitario è più debole e, soprattutto nelle scuole, girano continuamente virus influenzali.

Anche quest’anno, il Servizio Sanitario Nazionale ha promosso la campagna di vaccini antinfluenzali.

Capiamo perché è bene far vaccinare i nostri bimbi e quali sono i sintomi influenzali a cui prestare attenzione.

Influenza 2019-2020 nei bambini: i sintomi

I bambini e i neonati sono soggetti estremamente colpiti dai virus influenzali perché, per molte ore al giorno, frequentano scuole, asili nido e ambienti chiusi in cui i virus si muovono velocemente.

I sintomi dell’influenza 2019-2020 sono:

  • tosse;
  • brividi;
  • eccessiva sudorazione;
  • mal di testa;
  • dolori articolari;
  • stanchezza;
  • mancanza di appetito;
  • febbre superiore a 38;
  • polmonite e problemi polmonari;
  • nausea, vomito o diarrea.

È importante che i bambini si sottopongano ai vaccini contro l’influenza per evitare di contrarla e di andare incontro a pericoli maggiori.

Vaccino antinfluenzale: quali bambini devono effettuarlo?

Di solito, i vaccini antinfluenzali si effettuano dalla seconda metà di ottobre fino a fine novembre, proprio per prepararsi ad affrontare al meglio l’inverno.

Il vaccino riduce al minimo le probabilità di ammalarsi di influenza e, soprattutto, di contagiare altre persone. Quindi, è opportuno che venga effettuato ai bambini e a tutte le persone che lavorano in ambienti affollati.

Il Ministero della Salute ha predisposto le linee guida riguardanti i vaccini nei bambini.

Queste stabiliscono che i bambini ai quali è consigliato il vaccino antinfluenzale sono quelli che soffrono di:

  • malattie renali;
  • problemi all’apparato cardiocircolatorio;
  • malattie congenite o acquisite con conseguente immunosoppressione o scarsa presenza di anticorpi a causa di farmaci o HIV;
  • malattie neurologiche, neuromuscolari e tutte quelle che comportano un’eventuale aspirazione delle secrezioni respiratorie;
  • disturbi dell’apparato respiratorio;
  • diabete mellito;
  • tumori;
  • malattie infiammatorie croniche;
  • patologie per le quali è necessario un intervento;
  • malattie dell’emoglobina o degli organi emopoietici;
  • sindrome di Reye e malattie trattate con acido acetisalicitico.

Vaccino antinfluenzale: effetti collaterali

Il vaccino può avere alcuni effetti collaterali tipici, che non devono destare preoccupazione, come:

  • febbre;
  • stanchezza;
  • dolori articolari;
  • eritema;
  • rossore;
  • gonfiore,

Questi effetti non si manifestano sempre ma, anche quando compaiono, non devono destare preoccupazioni, perché scompaiono nel giro di pochi giorni.

Discorso a parte meritano le reazioni allergiche; i soggetti allergici, infatti, devono recarsi in ospedale ed effettuare il vaccino direttamente lì.

È fondamentale che non siano sottoposti al vaccino antinfluenzale i neonati al di sotto dei 6 mesi, perché non è stata ancora chiarita la pericolosità del vaccino in quella fascia d’età.

Ad ogni modo, occorre sempre chiedere al proprio medico curante e seguire i suoi consigli.

Come assistere i bambini con l’influenza?

Quando un bambino si ammala, si sa, la nostra agitazione sfiora dei livelli molto alti, ma dobbiamo imparare a non farci prendere dal panico e a gestire al meglio il bimbo.

La cosa più importante da fare è evitare le cure “fai da te” e rivolgersi sempre al pediatra che saprà fornirci le indicazioni adatte ed è ancora più importante evitare l’uso dell’antibiotico, se non espressamente prescritto dal medico.

Se la febbre sale oltre 38.5, nel caso di bambini molto piccoli e dopo aver sentito il medico, è opportuno rivolgersi al pronto soccorso. Se il bambino soffre di determinate patologie, occorre riferirlo a chi di dovere per evitare che gli siano somministrati farmaci non adatti alla sua storia clinica.

Amo, scrivere, leggere e comunicare e ho sempre pensato che fosse giusto studiare tanto per fare delle proprie passioni un lavoro. Per questo, mi sono laureata in Editoria, e ora lavoro nel campo del giornalismo e della comunicazione. Sono una giornalista pubblicista iscritta all’Ordine e mi occupo di copywriting, editing e mansioni redazionali.

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