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Figlio e marito nudi in doccia: mamma pubblica foto e finisce in Tribunale

Una tenera foto familiare, intima. Un abbraccio di un padre che, sotto la doccia, tiene stretto a sé suo figlio. La moglie decide di fotografarli e postare lo scatto su Facebook. In pochi giorni, quello che voleva essere un momento di tenerezza familiare condiviso, è diventato qualcosa di ben più serio.

Figlio e marito nudi in doccia: mamma pubblica foto e finisce in Tribunale

La donna protagonista della vicenda, Heather Whitten, è stata infatti denunciata alle autorità, e finita sotto processo. La troppa popolarità del post, che ha ricevuto migliaia di condivisioni e di commenti ed ha raggiunto oltre 9 milioni di persone nel mondo, è costata cara alla donna.

Se in molti hanno apprezzato l’affetto e la tenerezza contenuti nello scatto, tanti altri colpevolizzavano alla donna l’esposizione a contenuti di nudità che offendono e “contravvengono le regole della community” del social network. Ecco perché qualcuno ha ben pensato di consegnare la foto alle autorità.

Ed è così che la donna – fotografa documentarista e madre di quattro bambini – è finita al centro non di una, ma di due indagini. Come riporta Il Corriere della Sera, la prima concerne il Dipartimento per la Sicurezza dei minori dell’Arizona. L’altra è sottoposta all’attenzione della polizia locale.

Se gli agenti del commissariato locale hanno richiesto l’archiviazione del caso, il dipartimento che cura gli interessi dei bambini è andato in fondo alla questione, accusando la donna di atteggiamenti disdicevoli. Heather, infatti, nell’unica deposizione tenuta, avrebbe allattato al seno uno dei suoi gemelli senza coprirsi. Un atteggiamento che testimonia il comportamento da “madre negligente e prevaricatrice“, oltre che una mancata capacità di sorvegliare l’immagine dei figli.

Il 3 febbraio prossimo la donna andrà a processo. Nel caso in cui la donna non venisse prosciolta dalle accuse, per venticinque anni il suo nome comparirà sui Registri Pubblici dell’Arizona e non le sarà concesso di prendere in affido o adottare altri bambini, lavorare con bambini o adulti vulnerabili, non solo nel suo Stato ma in tutto il Paese.