basilico in gravidanza

Basilico in gravidanza: si può usare?

Basilico e gravidanza

Il basilico è un condimento molto amato, nonché l’ingrediente fondamentale per un buon pesto.

Vediamo in che modo mangiare il basilico in gravidanza.

Basilico in gravidanza

Nella cucina italiana, il basilico è una delle piante erbacee più utilizzate, con cui condire la pasta al pomodoro, la caprese, la pizza o realizzare uno dei condimenti più amati: il pesto.

Si può utilizzare il basilico in gravidanza, ma solo seguendo una serie di accorgimenti.

Il basilico, infatti, è un’erba che cresce a poca distanza dalla terra e può quindi conservarne i residui. Questo costituisce un pericolo perché potrebbe causare la toxoplasmosi se non lavato come si deve. Per consumarlo si deve, quindi, avere la certezza di averlo lavato e disinfettato alla perfezione.

Se lavato e disinfettato bene, può essere utilizzato anche per realizzare in casa un gustoso pesto di basilico, in gravidanza da preferire sempre a quelli prodotti industrialmente.

basilico in gravidanza

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Basilico: proprietà e benefici

In 100 grammi di basilico, i valori nutrizionali sono numerosi, così come i benefici che questa erba apporta al nostro organismo.

  • È ricco di vitamine A, C e K.
  • È ricco di beta carotene, in gravidanza fondamentale per la crescita del bambino.
  • È ricco di ferro, acido folico, calcio, acidi grassi omega-3.
  • Mantiene in salute lo stomaco.
  • Le calorie del basilico sono appena 23.
  • Contiene i flavonoidi, che proteggono le cellule e riducono i danni causati dai radicali liberi.
  • Contiene oli volatili, che hanno un forte potere antibatterico.
  • Ha proprietà antinfiammatorie naturali.

Quindi, come abbiamo detto, l’unico problema causato dal basilico in gravidanza potrebbe essere la toxoplasmosi. Per scongiurare questo rischio, è preferibile evitare verdura cruda in gravidanza o non lavata attentamente. La toxoplasmosi è una malattia parassitaria molto pericolosa in gravidanza. Se viene contratta durante un periodo qualsiasi della vita non è nociva, anzi, spesso neppure si ha neanche di averla avuta. La toxoplasmosi in gravidanza può, invece, causare aborto spontaneo, parto prematuro e nei casi più gravi danni al bambini alla nascita, come febbre, ittero, anemia, epatosplenomegalia, corioretinite, problemi neurologici, spasticità, idrocefalo, encefalite e calcificazioni endocraniche, ritardo mentale, spasticità e problemi alla vista.

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