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Quanti cesarei si possono fare e quali rischi ci sono

Quanti cesarei si possono fare

La Letteratura Scientifica non supporta un numero preciso di tagli cesarei. Alcuni autori sostengono che quantitativamente dovrebbero non essere fatti più di 4 parti addominali; anzi con l’avvento del VBAC (parto naturale dopo taglio cesareo) il numero scende a 1. Tuttavia l’impossibilità di quantificare deriva dal fatto che una donna viene sottoposta a intervento solo se necessario, e questo può accadere sia dopo un primo cesareo che dopo un primo parto naturale. Ma quanti cesarei si possono fare?

Parto cesareo: le complicanze

La reiterazione del taglio addominale ha delle complicanze che non vanno dimenticate: le aderenze post cesareo, l’indebolimento del muscolo uterino con aumento del rischio di rottura d’utero, anomalie nella placentazione, e aumento del rischio emorragico. Le aderenze rappresentano la problematica chirurgica per eccellenza; esse sono delle strutture fibrose che di cesareo in cesareo sono soggette a sanguinamento e ostruzione degli organi pelvici.

pancia dopo parto cesareo

Per quanto concerne la placenta, invece, è più facile che essa si impianti nelle zone soggette a precedente cicatrizzazione, dando vita a fenomeni di accretismo (placenta previa) perché vengono invasi tessuti uterini profondi.

Gravidanza dopo cesareo: come affrontarla?

La gravidanza dopo cesareo deve essere affrontata con serenità e obiettività: se non persistono condizioni patologiche è sempre meglio partorire spontaneamente; non perché è meglio il parto naturale o il cesareo, ma è giusto che la donna riceva un’assistenza appropriata e sicura.

Quanti cesarei si possono fare

Infatti, il parto di prova viene offerto a tutte le pre-cesarizzate; è possibile il parto naturale dopo due cesarei, dopo questo timing aumenta progressivamente il rischio di complicanze. Nel caso in cui la donna non desse il consenso al parto spontaneo dopo cesareo, è possibile programmare l’intervento. A quante settimane si programma il cesareo? Di norma a 39 settimane di gravidanza, se si tratta di una gravidanza non complicata.

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Il caso di Palermo

Recentemente al Policlinico di Palermo una donna ha subito un settimo cesareo: la notizia ha fatto scalpore ma rimane preoccupante. La rottura d’utero infatti è presente già dopo il primo cesareo (0,2-0,8%) e aumenta dopo il secondo parto cesareo (1,5%). Arrivando al terzo o al quarto cesareo i rischi aumentano e cambiano. È probabile infatti che progredisca il rischio di: infertilità, gravidanza ectopica e distacco di placenta.

Parto cesareo

L’autodeterminazione e il potere decisionale della futura mamma sono preziosi. Tuttavia esiste un rapporto tra rischi e benefici nella scelta della modalità del parto che richiedono una corretta informazione; la paura e la stanchezza non sono indicazioni all’esecuzione di un taglio cesareo; è fondamentale garantire il benessere materno-fetale e aiutare la donna ha scegliere sempre il meglio e mai la via più semplice.

In Italia primato europeo di cesarei

In Italia, il 37% dei bambini nasce con taglio cesareo, una percentuale addirittura triplicata rispetto agli anni ’80 che permette al nostro paese di detenere il primato europeo. È in particolare al sud che le donne mettono al mondo un figlio con cesareo: il 57% di interventi, più della metà delle nascite, avviene in Campania, seguita da Sicilia, Puglia e Lazio.

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parto cesareo video

Eppure, si tende da sempre a considerare il parto naturale migliore rispetto al cesareo, almeno per tre motivi:

– In primo luogo, i bambini nati con parto naturale hanno maggiori probabilità di sviluppare la tachipnea transitoria, nota anche come “polmone bagnato” che prepara il piccolo a respirare;

– Le donne che partoriscono in modo naturale hanno meno rischio di dover ricorrere ad un parto prematuro, il che comporterebbe maggiori probabilità, negli infanti, di avere una serie di problemi di salute più o meno gravi;

– I neonati venuti al mondo con cesareo avrebbero più difficoltà a respirare senza assistenza, difficoltà a mantenere la temperatura corporea e correrebbero il rischio di essere più soggetti ad infezioni.

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Le parole dell’esperto

Se avete già partorito con cesareo, e siete nuovamente incinta, siete necessariamente dovute a dare alla luce vostro figlio allo stesso modo? L’esperto Fabrizio Barbieri, direttore del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda Ulss di Bussolengo, risponde così:

Non è necessario. La più grande preoccupazione di una donna è che si possa rompere l’utero durante il travaglio, ma questo è un evento rarissimo che non giustifica l’esecuzione sistematica di un taglio cesareo se si ha già partorito con cesareo. Di conseguenza, le posizioni di tutte le società scientifiche mondiali sono concordi nel dire di proporre il parto in una donna precesarizzata, in modo di dare la gioia di partorire naturalmente a tutte le precesarizzate

Quanti cesarei si possono fare?

In conclusione, allora, quanti cesarei si possono fare? Non esiste in realtà un limite prestabilito, ma per ogni il rischio di eventuali complicazioni chirurgiche è diverso. Generalmente, gli esperti sono concordi nel raccomandare un massimo di quattro cesarei: oltre questa soglia, i pericoli cominciano ad essere maggiori.

Ostetrica, appassionata di ricerca clinica e scientifica. Sognatrice convinta, viaggio più del tempo che ho a disposizione e leggo libri nei rari momenti liberi che mi ritaglio. Scrivo e parlo tanto (troppo!) perché credo nell'enorme potere che ha l'informazione, e soprattutto nella forza che ogni donna ha nel mettere al mondo il proprio bambino. Email: c.lumia@passionemamma.it

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