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Lo stress in gravidanza influenza lo sviluppo cognitivo del bimbo: lo studio

Stress, quali conseguenze sul bambino?

Sono quasi due mesi che l’Italia è in lockdown, bloccata nel tentativo di contrastare il contagio da COVID-19. Gli italiani sono chiamati a restare nelle loro case, in quarantena. Tra loro ci sono anche molte donne in gravidanza che stanno vivendo con particolare tensione queste settimane. Uno studio ha voluto appunto analizzare quali potrebbero essere per il feto le conseguenze di un periodo prolungato di stress durante i nove mesi di gestazione.

Lo studio

Lo studio EDI (Effetti della Depressione sull’Infante) è nato dalla collaborazione tra l’IRCCS Medea e la University College London. Gli esperti hanno preso in esame 110 mamme e bambini sani, di cui sono stati monitorati i livelli di stress, ansia e depressione vissuti durante i mesi di gestazione. Ne è emerso che tensioni e nervosismi in gravidanza, sono in grado di incidere sulla circonferenza cranica del piccolo.

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I risultati

I risultati dello studio, sono pubblicati sulla rivista Developmental Psychobiology, evidenziano dunque che continue condizioni di stress sono associate allo sviluppo e alle performance cognitive del neonato. Nel dettaglio le donne che presentano livelli più elevati di cortisolo e Proteina C-Reattiva durante il terzo trimestre di gravidanza hanno più probabilità di dare alla luce neonati con uno sviluppo cognitivo inferiore rispetto ai coetanei.

Abbiamo combinato diversi indicatori di stress di tipo psicologico e biologico. Questi possono offrire una misurazione più oggettiva dei livelli di stress che una donna sta vivendo durante la gravidanza, e possono aiutare a far luce sui meccanismi biologici attraverso i quali i livelli di stress materno influenzano lo sviluppo del feto

ha spiegato Sarah Nazzari, tra le autrici dello studio.

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E in quarantena?

Ora, in un momento d’emergenza quale quello che stiamo vivendo a causa del coronavirus, è indubbio che le future mamme stiano vivendo la gravidanza con ancora più preoccupazione rispetto al solito. Ecco perché il prossimo obiettivo degli studiosi è quello di analizzare quale impatto potranno avere queste condizioni più estreme di stress sullo sviluppo del piccolo.