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Bonus famiglia 2017: quali contributi e agevolazioni dallo Stato

Bonus famiglia

Il governo, con la legge di stabilità 2017, ha attivato i bonus famiglia, ovvero una serie di agevolazioni ed interventi a favore dei nuclei familiari in difficoltà. In questo articolo vediamo quali sono e come fare domanda. Per le mamme lavoratrici che decidono di rientrare a lavoro dopo il congedo di maternità obbligatorio, è possibile usufruire dei voucher asilo nido o baby sitter. La domanda deve essere compilata on line, sul sito dell’Inps, o presso il patronato. Una volta ottenuta comunicazione dell’avvenuta accettazione, entro i 120 giorni successivi, è possibile usufruire dei voucher del valore di 600 euro, per sei mesi. Il contributo è valido sia che si decida di iscrivere il bebè all’asilo nido, pubblico o privato, sia che si affidi alle cure esclusive di una baby sitter. In entrambi i casi alla domanda va allegata la dichiarazione di avvenuta presentazione del modello ISEE.

Bonus bebè

Tra gli aiuti alle famiglie, ci sono i bonus bebè, o ISEE bonus bebè. Ovvero un contributo economico per le famiglie a basso reddito. Si concretizza in 80 euro mensili, per coloro che hanno un reddito ISEE non superiore a 25 mila euro. Per le famiglie con un reddito ISEE che non supera i 7 mila euro annui, l’agevolazione è di 160 euro mensili. La validità del bonus bebè inizia il giorno della nascita del piccino, o della dichiarazione di adozione o affidamento del minore, fino al suo terzo compleanno. La domanda per ottenere il bonus bebè deve essere presentata on line, sul sito Inps, o attraverso un patronato, entro 90 giorni dal parto o dall’adozione/affidamento del minore. Questo contributo è erogato per i bambini nati nell’arco di tempo compreso tra il 1° Gennaio 2015 ed il 31 Dicembre 2017.

Bonus Inps

Oltre al bonus bebè 2017, il governo ha approvato il bonus Inps mamme domani 2017. È un contributo di 800 euro, da richiedere una volta che la gestante sia entrata nel settimo mese di gravidanza. Questo bonus è indipendente dal reddito ISEE. La domanda deve essere presentata all’Inps, per via telematica, allegando il certificato medico attestante la data presunta del parto. Si tratta di un aiuto alla donna, non solo in vista delle spese afferenti la nascita del piccino, ma anche quelle relative le visite mediche e specialistiche da sostenere durante i novi mesi di gravidanza.

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Famiglie numerose

Per le famiglie numerose è possibile ottenere il bonus terzo figlio. Si tratta di un assegno erogato dal Comune alle famiglie con 3 figli minorenni. La domanda deve essere presentata per via telematica, tramite sito Inps, o patronato entro il 31 Gennaio dell’anno successivo per il quale viene chiesto il contributo. Alla domanda devono essere allegati la copia dell’ultima dichiarazione ISEE, oltre al documento d’identità, in corso di validità. L’importo del bonus terzo figlio varia in base del numero dei componenti il nucleo familiare e dell’ultima dichiarazione ISEE. In caso sia concesso integralmente, la cifra mensile è poco superiore al 140 euro, corrisposta per 13 mesi. Per le famiglie con più di 3 figli a carico e con una dichiarazione ISEE fino a 20 mila euro annui, lo Stato interviene con un bonus luce e gas.

Inps sostegno al reddito. A sostegno delle famiglie di lavoratori dipendenti, con reddito basso, l’Inps contribuisce con l’erogazione di assegni familiari, il cui importo è calcolato sulla base del numero dei componenti della famiglia, oltre che del reddito. Per conoscere gli importi e le relative fasce di reddito aventi diritto all’aiuto economico, è possibile consultare le tabelle pubblicate presso gli uffici Inps, preposti a tale servizio.

Sostegno al reddito

Oltre al voucher asilo nido, la legge di stabilità 2017, prevede il bonus asilo nido 2017. Un sostegno al reddito di 1000 euro l’anno, distribuiti in 11 mensilità, per 3 anni, per coprire il periodo di frequenza del bebè al nido. Anche in questo caso, la domanda per ottenere il buono asilo nido deve essere presentata all’Inps, per via telematica, allegando i documenti dell’asilo attestanti l’iscrizione del bambino all’istituto d’infanzia.

A sostegno del reddito è previsto l’assegno di maternità 2017 del Comune o dello Stato. Quello a carico del Comune è un contributo economico per le mamme disoccupate o casalinghe. Lo Stato, invece, eroga un contributo per mamme e papà lavoratori precari. Nel primo caso la domanda deve essere presentata al Comune di residenza, per ottenere un aiuto pari ad una cifra poco superiore a 338 euro, per 5 mesi.

Nel secondo caso, la lavoratrice deve presentare domanda all’Inps. I requisiti per la lavoratrice e per la mamma licenziata o che si sia licenziata sono 3 mesi di contributi versati per maternità, nel periodo compreso tra i 18 ultimi mesi ed i 9 mesi prima del parto.

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Presso gli uffici Inps ed i patronati, la mamma disoccupata può chiedere una valutazione dei requisiti per ottenere l’assegno Naspi o, eventualmente, quello Asdi, ovvero due modalità di sostegno al reddito, in base alla dichiarazione ISEE.

Agevolazioni

Nella legge di bilancio 2017, sono state introdotte una serie di agevolazioni a sostegno del reddito delle famiglie, come i bonus sull’edilizia, sia per le ristrutturazioni che per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Quest’ultimi, detti ecobonus, prevedono una detrazione fiscale fino al 65% della spesa sostenuta. Incentivi sono previsti anche sull’acquisto di elettrodomestici con detrazioni irpef fino ad una spesa di 10 mila euro.