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Come abituare il neonato a dormire nella culla

Dormire nella culla

Il vostro piccolo sembra non voler dormire in culla? Piange e si innervosisce appena lo mettete nel letto? Anche se sta dormendo, si sveglia appena capisce di essere in culla? Sono comportamenti molto normali per un bambino, specie nei primi mesi di vita. Alcuni neonati regolarizzano molto presto i ritmi di veglia e sonno e si addormentano senza problemi ovunque. Per altri invece prendere sonno è spesso difficile. Molti non riescono a fare a meno di essere cullati, stretti tra le braccia della mamma. Oppure, alcuni si assopiscono solo con il seno. Fino a che, anche se è scomodo e faticoso, viviamo con serenità l’addormentamento del nostro bambino, va tutto bene. Ma se decidiamo di gestire la nanna provando ad impostare una nuova routine, dobbiamo armarci di tanta pazienza. Il nostro piccolo potrebbe adattarsi subito ai cambiamenti che gli proponiamo oppure essere poco collaborativo.

Come abituare il neonato a dormire nella culla

Durante i primi mesi dopo la nascita il contatto con i genitori rassicura il piccolo regalandogli benessere e serenità. Questo periodo viene infatti anche chiamato esogestazione, in continuità con l’endogestazione, cioè i 9 mesi di gravidanza. Quindi, il fatto che nostro figlio si addormenti in braccio o solo mentre viene cullato, è assolutamente normale. Tuttavia, se vogliamo provare a cambiare queste abitudini, ci sono alcuni modi in cui possiamo aiutare il piccolo a dormire nella culla.

  • Avvolgerlo

    possiamo poggiarlo nella culla, sia sveglio che addormentato, avvolto in un lenzuolino o in una copertina. Dobbiamo fasciare tutto il corpo del piccolo lasciando fuori solo la testa. Il fatto di essere racchiuso in un tessuto, che sia di cotone o di ciniglia, a seconda della stagione, tranquillizzerà il piccolo. Certo qualsiasi tessuto non potrà dare la stessa sensazione di un abbraccio, ma avrà probabilmente un effetto calmante.

  • Dargli uno straccetto doudou

    come sappiamo i doudou sono pupazzetti per bambini generalmente di forma piatta e morbidi. Impregnandosi con l’odore di casa e dei genitori, della mamma in particolare, aiutano il bambino a rilassarsi e calmarsi. Esistono diversi tipi di doudou per neonati alcuni hanno nodi o sonagli per stimolare anche il gioco prima o dopo la nanna.

  • Cantare

    il suono della voce dei genitori è sicuramente familiare, quindi rassicurante per il piccolo. Possiamo metterlo nella culla mentre cantiamo una canzone o leggiamo una storia o una filastrocca. O possiamo semplicemente parlargli con un tono di voce dolce e basso.

  • Accarezzarlo

    come abbiamo detto, il contatto per un neonato è davvero importante. Dopo averlo adagiato nella culla, possiamo accarezzarlo, tenergli la manina o fare un piccolo massaggio. Possiamo decidere di accarezzargli delicatamente la testa, il viso oppure la schiena.

  • Dondolarlo

    se nessuno dei metodi sopra sembra funzionare, possiamo provare a cullarlo. Il movimento leggero della culla che provoca piccole oscillazioni di solito piace a tutti i bambini.

Se infine, proprio nessuno di questi espedienti sembra funzionare, sta a noi decidere come comportarci. Avere un atteggiamento troppo rigido davanti al pianto del piccolo è sicuramente controproducente. Se lo lasciamo piangere troppo, il bambino probabilmente si stancherà e le sue grida diventeranno inconsolabili.

Come abbiamo detto, durante l’esogestazione l’esigenza di contatto tra neonato e genitori, mamma in particolare, rimane prioritaria. Quindi, se nostro figlio si innervosisce quando lo allontaniamo dalle nostre braccia, non dobbiamo sorprenderci troppo. Ma soprattutto, se siamo desiderosi di farlo, non dobbiamo rinunciare a prenderlo in braccio o a cullarlo per paura di dargli una cattiva abitudine.

Dovremmo anzi cercare di goderci tutti i momenti di tenerezza con il nostro bambino. Presto nostro figlio crescerà e sarà impossibile riprovare le stesse sensazioni dei primi momenti insieme. Questo non significa rinunciare per sempre alla culla, ma riprovare il giorno successivo oppure la settimana prossima.

Con la crescita, le abitudini di nostro figlio si modificheranno spontaneamente. Se vogliamo provare a cambiare il suo modo di fare la nanna, dobbiamo però agire nel rispetto dei suoi tempi e delle sue reazioni. A volte è importante anche fare un passo indietro e magari rimandare un po’ il cambiamento.