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Gravidanza, 5 cose da fare per entrare in contatto con il bambino nella pancia

Tra mamma e figlio si crea un rapporto speciale dal primo momento in cui la donna scopre l’esistenza di un bimbo che cresce nella propria pancia. Un amore unico, un legame imprescindibile, forte e saldo già da prima che il piccolo venga alla luce. Ogni mamma dal primo istante in cui scopre che una vita sta crescendo dentro sé, vorrebbe stringere forte la propria creatura e coccolarla. Per abbracciare o baciare il proprio bambino si dovranno aspettare i 9 mesi di gravidanza, ma si può iniziare a coccolarlo già da quando è nella pancia. Come si fa?

Con la parola bonding si indica quel legame saldo che unisce i genitori al proprio bambino ancora prima che venga alla luce. Ci sono alcuni metodi per rinforzare questo legame e coccolare il piccolo dentro la pancia, per creare un rapporto affettivo già prima che il piccolo nasca. Vediamo insieme 5 cose da fare per entrare in contatto con il bambino dentro la pancia.

Aptonomia, o meglio conosciuta come scienza del tatto. L’aptonomia è una tecnica ancora poco diffusa in Italia ma molto efficace. Questa scienza permette ai genitori, a partire dal quinto mese di gravidanza, ovvero quando i movimenti si faranno più evidenti, di entrare in contatto con il proprio bambino. Attraverso particolari massaggi sul pancione si può trasmettere al piccolo amore e affetto. Questi massaggi dovranno essere fatti in un ambiente silenzioso e rilassante, per potersi dedicare solamente al contatto con il proprio bambino.

Rebirthing, o respirazione. Attraverso questa tecnica di respirazione, che si può mettere in atto già dal primo mese, si entra in contatto con il piccolo: si prova infatti ad immaginare di averlo tra le braccia. Il rebirthing consiste nel respirare con solamente naso o bocca senza interruzioni: la mamma dovrà poggiare le mani sul proprio grembo, immaginando di abbracciare il proprio piccolo e parlandogli come se fosse lì in quel momento. Anche questa tecnica ha bisogno di silenzio e relax.

Ninna nanna. I bambini ascoltano le voci che li circondano e le sensazioni che la mamma prova gli vengono trasmesse. Per questo motivo in un momento di assoluto silenzio, come ad esempio la sera prima di andare a letto, la mamma può cantare la ninna nanna al proprio piccolo, immaginandolo al proprio fianco. Il bambino imparerà a conoscere la voce della mamma e una volta venuto alla luce la saprà distinguere tra le altre voci.

Musica. Ascoltare la musica in gravidanza aiuta a creare un rapporto con il proprio bambino perché il piccolo nella pancia a partire dal 5 mese sa ascoltare e percepisce i suoni esterni. Se la donna ascolta una musica che le piace e la rilassa, il bambino ne trarrà beneficio perché percepisce l’umore della mamma. Secondo alcuni studi inoltre i bambini alla nascita sapevano riconoscere melodie ascoltare durante i mesi di gravidanza, quando erano ancora nel pancione e la mamma ascoltava una determinata musica.


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Nuoto o acquagym. Muoversi in acqua in gravidanza fa bene dal punto di vista fisico ma anche emozionale. Il movimento in acqua stimola la produzione di endorfine, sostanze chimiche prodotte dal cervello che danno una piacevole sensazione di benessere. Questa percezione farà bene al bambino, che sentendo la mamma rilassata lo sarà altrettanto. Inoltre, i suoni ovattati tipici dell’immersione, daranno ancora di più una sensazione di calma e tranquillità che permetterà alla mamma di entrare in contatto con il proprio bambino.

Studio Scienze della Comunicazione a Roma, amo il giornalismo e la scrittura. Non sono ancora mamma ma spero di avere una famiglia numerosa e felice. Adoro i bambini, la loro innocenza, spensieratezza e fantasia. "I fanciulli trovano tutto nel nulla, gli uomini il nulla nel tutto." (G.Leopardi)

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