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Paracetamolo in gravidanza compromette il linguaggio del bambino

Assunzione di paracetamolo in gravidanza rischi e pericoli: può compromettere lo sviluppo del linguaggio

È uno studio a rilevare quanto il paracetamolo (o acetaminofenee) possa comportare delle serie conseguenze sul nascituro. Poco meno di 800 donne tra l’ottava e la tredicesima settimana di gravidanza sono state poste sotto esame. L’Icahn School of Medicine di Mount Sinai ha dedotto pubblicando i risultati sulla rivista European Psychiatry che assumere paracetanolo durante la gravidanza possa compromettere lo sviluppo linguistico del bebè.

Cos’è il paracetamolo

Il paracetamolo è un comune farmaco da banco analgesico-antipiretico utilizzato anche in gravidanza per curare la febbre il raffreddore ed altri malesseri. È da sempre considerato un farmaco sicuro. Tuttavia è bene stare in guardia poiché i recenti risultati ottenuti da un gruppo di ricercatori americani hanno rivelato come tale farmaco possa produrre degli effetti nocivi sulla prole.

Lo studio

In particolare nel corso dello studio è stato chiesto ad un gruppo di donne in stato interessante di riferire le quantità del farmaco assunto sin dall’inizio della gravidanza. La maggior parte di esse circa il 59% ha riferito di aver fatto ampiamente ricorso al paracetamolo per curarsi.

Sulla base di tali risultati i ricercatori hanno valutato la presenza di un eventuale ritardo linguistico nei nati. I figli sono stati seguiti dai ricercatori americani dalla nascita fino al trentesimo mese di età.

La presenza di un ritardo appartenente alla sfera linguistica è stata riscontrata nel 10% dei bambini. Una percentuale assai considerevole. È stato altre sì obiettivato che le bambine sono più esposte al problema rispetto ai maschietti.

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La conclusione a cui si è giunti è che le figlie nate da madri che avevano assunto almeno 6 compresse di paracetamolo sin dal principio della gravidanza hanno un rischio altrettanto maggiore di presentare un ritardo del linguaggio rispetto alle figlie di donne che non avevano mai assunto il farmaco.

Si è scelto di valutare specificatamente lo sviluppo del linguaggio poiché eventuali disturbi sono predittivi di ulteriori problemi neurologici infantili.

I risultati a cui si è giunti sembrano avvalorare anche le evidenze di altri studi condotti precedentemente, i quali hanno rilevato un abbassamento del quoziente intellettivo e problemi di comunicazione nei figli nati da madri che hanno fatto uso notevole di paracetamolo in gravidanza.


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Per queste ragioni è fondamentale richiedere sempre il parere del medico o del ginecologo riguardo l’utilizzo di farmaci. E si ritiene del tutto ragionevole evitare o ridurre al minimo il ricorso ai farmaci durante la dolce attesa.

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