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Troppa violenza ostetrica in sala parto: 5 testimonianze shock

Violenza ostetrica: la testimonianza di 5 mamme

Molte se ne vergognano, preferendo non raccontarlo a nessuno; altre, invece, non vengono credute. Ebbene, dopo anni di silenzi, una ricerca nazionale ha portato avanti un’indagine volta ad analizzare i maltrattamenti che le donne incinte subiscono nel momento del parto. “Le donne e il parto”, la ricerca realizzata da Doxa su iniziativa dell’Osservatorio sulla violenza ostetrica, ha sottolineato come il 21% delle donne, negli ultimi 14 anni, sia rimasto vittima di abusi in sala parto. Non solo: queste offese hanno spinto il 6% delle mamme a non intraprendere più una gravidanza.

Un milione di donne hanno subito maltrattamenti

La percentuale, rapportata in numeri, parla di un milione di donne rimaste vittime di abusi ostetrici, che vanno dall’offesa verbale ai maltrattamenti, dagli insulti ad altri tipi di violenza, anche fisica, proprio nel momento in cui stavano dando alla luce una creatura.

Sulle 5 milioni di donne prese in analisi, ben il 67% ha dichiarato di non essere state assistita adeguatamente al momento del parto e di essersi sentita esclusa dalle decisioni che riguardavano loro e il figlio che stava per nascere.

Le storie delle lettrici di Passione Mamma

Sulla fanpage di Passione Mamma abbiamo condiviso la notizia ed i dati della ricerca. Sorprendenti le risposte delle lettrici, molte delle quali hanno dichiarato di aver provato sulla loro pelle la tragica esperienza della violenza ostetrica.

Chicchi, lasciata da sola durante il travaglio

È il caso, ad esempio, di Chicchi, che ha brutti ricordi legati al parto. “Mi hanno fatta arrivare al punto di perdere completamente il liquido prima di indurmi il parto“, scrive la mamma, aggiungendo di essere stata lasciata da sola in sala travaglio – il compagno era stato allontanato – senza luce e senza campanello. “Dovevo andare in bagno e non ci fu nessuno che mi portò“, scrive. Poi, passò l’ostetrica a cui Chicchi lamentò tutti i suoi dolori.

Mi disse in malomodo di respirare“, fu la risposta dell’esperta, che “se ne andò senza nemmeno visitarmi“. Poi, la stessa ostetrica passò di nuovo a controllare la donna, dicendole che era arrivato il momento: “Ero in travaglio dalla notte, nessuno se ne accorse. Dissi che dovevo vomitare, mi diede un secchio e mi mollò nuovamente“.

Al momento del parto mi tagliarono senza preavviso. Dolori allucinanti.. li ricordo ancora dopo 4 mesi e mezzo. Mi misero i punti e tutt’ora non so quanti sono, perché non fu mai stato detto, facevano finta di niente“.

Non termina così il racconto di Chicchi. Al momento delle dimissioni, infatti, i dottori chiesero il perché la donna fosse così bianca. “Risposi che era il mio colore di sempre; mi fecero una flebo di ferro, ma continuavano a chiedermi il motivo avessi questo colorito“.

Poi, la scoperta. “Una volta avuto il foglio di dimissioni, lessi di avere avuto un emorragia post partum. Quindi mi chiedo come mai mi fecero quelle domande sul mio colorito se già sapevano, e come mai non mi informarono sull’emorragia“.

Il bambino, racconta, è nato in ottima salute e sta bene. “Guardandolo, riesco a non pensare più a quel terribile momento“, conclude la nostra lettrice.

Stefania, considerata una cattiva madre perché scelse il cesareo

Stefania, invece, scrive: “Mi sono sentita dire da un’ostetrica di essere una pessima madre perché dopo un cesareo d’urgenza e tanto dolore non me la sono sentita di allattare esclusivamente al seno. Sono scelte personali – aggiunge – in quel momento non sono riuscita a rispondere, ma adesso se potessi trovarla davanti… E comunque mia figlia sta benissimo“, asserisce.

Meriem e l’ostetrica “stanca”

C’è poi la storia di Meriem, che si è imbattuta in un’ostetrica “stanca“. “Aveva fatto il turno di notte – scrive la mamma – ed era stanca per seguirmi. Mi ha decisamente rotto le scatole dicendomi di partorire velocemente perché aveva sonno, mi sgridava. Io mi sono sentita in ansia.” La storia, conclude la donna, è degenerata: il marito di Meriem si è innervosito, tanto che alla fine è stata cambiata ostetrica, “lei era molto brava e gentile“.

Francesca, trattata male dalla ginecologa

Mamma Francesca ammette come il giorno del parto abbia fatto un casino pazzesco rifiutando l’induzione, discutendo con la ginecologa di turno che “già alla visita si era rivolta a me in modo scortese e inqualificabile“.

Cesareo è stato, ma dopo 48 ore. “Speravano si rompessero le acque. Ma io nulla, chiusa e retroversa con una bimba di 4 kg. In quei giorni in reparto ho avuto modo di parlare con altre neo mamme.. Tutte avevano subito episiotomia. Erano sconvolte per la poca umanità e si sono complimentate con me per il coraggio di aver fatto valere le mie ragioni“, ha commentato.

Jessica ha rischiato di morire

O ancora il caso di Jessica, forse il più grave. “Io sono quasi morta in sala parto. Per colpa di incompetenza medica. Ed ho subito violenza ostetrica. Ovviamente ho denunciato, ma intanto i danni me li porto io“, ha scritto senza mezza termini.

Due facce della stessa medaglia

C’è da dire, però, che insieme alle numerose testimonianze negative delle mamme, altrettante sono state le dichiarazioni di donne assolutamente soddisfatte e felici del trattamento avuto durante l’accompagnamento al parto.


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Simona, infatti, sottolinea: “Ragazze, non sono tutti uguali! Io ho avuto un angelo per me. Soffrivo e nel momento dell’epidurale mi disse di abbracciarla, mi tenne la mano per due ore.. Bravissima! La ringrazierò per sempre“.