vaccinazioni obbligatorie in Italia

Vaccini obbligatori, moratoria in Veneto: l’avvertimento della Lorenzin

Vaccini, Lorenzin e Fedeli: “Veneto responsabile di eventuali epidemie”

Ci riserviamo tutte le azioni di nostra competenza, il decreto del Veneto non è sostenibile. Se derogano di 2 anni, si assumono la responsabilità di eventuali epidemie“. Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, dopo la moratoria sull’obbligo vaccinale indetta dalla regione Veneto. Sulla stessa linea il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, che sottolinea come il Veneto si assume “responsabilità improprie di non applicare una legge”. Ma cosa è successo di preciso?

La scelta del Veneto

Torniamo indietro: la Regione Veneto ha stabilito che ci sarà tempo fino all’anno scolastico 2019-2020 per presentare tutta la documentazione vaccinale per i bimbi da zero a sei anni, ed evitare così la decadenza dell’iscrizione dagli asili nido e infanzia.

Lo prevede il decreto che predispone le “indicazioni regionali in regime transitorio di applicazione della legge Lorenzin“, firmato dal direttore generale della Sanità veneta Domenico Mantoan. La scelta deriva da incongruenze nella legge Lorenzin che non renderebbero chiari i tempi di applicazione della decadenza dellʼiscrizione dagli asili nido e infanzia.

La replica di Beatrice Lorenzin

Oggi, sulle pagine de Il Corriere della Sera, non tarda ad arrivare la replica del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. “L’epidemia di morbillo non è finita. Nel 2017 sono stati oltre 4.300 i casi, non c’è altro da aggiungere per spiegare la gravità della situazione“, ha spiegato.

Il ministro, inoltre, ha ribadito che senza vaccini non si potrà entrare a scuola. “È un divieto sacrosanto“, ha detto, sottolineando come nella fascia scolastica da 0 a 6 anni, convivono bambini di età diverse.

Quelli sotto i 6 mesi rischierebbero di essere contagiati dai più grandi e di essere colpiti da infezioni gravi come il morbillo, “che quest’anno nel 46% dei casi ha richiesto il ricovero in ospedale“.


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La risposta di Valeria Fedeli

Decisa anche la risposta del ministro dell’Istruzione Fedeli a Il Messaggero: “Niente deroghe“, ha sentenziato. Secondo il ministro sarà sufficiente auto certificare la prenotazione presso una Asl dei vaccini mancanti. “Obbligati a produrre certificati saranno solo le famiglie che le Asl troverà non in regola basandosi sugli elenchi degli iscritti trasmessi dai presidi“, ha aggiunto.