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Vaccinazioni obbligatorie e raccomandate: cosa c’è di vero

Ultimamente si è riacceso il dibattito sugli effetti collaterali delle vaccinazioni e sulle sue possibili associazioni con l’autismo in età pediatrica. Sotto accusa in particolare il vaccino trivalente contro morbillo-parotite e rosolia, che negli anni 90 da uno studio inglese pubblicato su Lancet venne ritenuto corresponsabile di questa grave patologia.

Gli studi vennero poi riproposti negli anni successivi in tutta Europa e negli Usa ma nessuno di essi confermò questa tesi. Nel 2010 gli stessi autori inglesi smentirono i loro risultati e la rivista Lancet ritirò l’articolo. Pare infatti che l’autore dell’articolo Andrew Wakefield avesse falsificato i dati pilotando i risultati dello studio per interessi economici ed è stato perciò successivamente radiato dall’albo. L’ultima ricerca condotta nel 2013 ad Atlanta dal Centers for diseas control e pubblicata sul Jurnal of Pediatrics non ha rivelato alcuna associazione tra autismo e vaccino, confermando gli studi precedenti del 2004.

Le vaccinazioni obbligatorie e raccomandate hanno il preciso obiettivo di proteggere i bambini verso alcune patologie che potrebbero causare gravi conseguenze per la loro salute, prevenire il contagio di queste malattie in età adulta quando potrebbero essere particolarmente dannose, come ad esempio in gravidanza, e sconfiggere la loro diffusione epidemica a tutela dell’intera comunità.

L’organizzazione mondiale del sistema sanitario ha formulato a tale scopo un piano nazionale della prevenzione vaccinale con il calendario delle vaccinazioni obbligatorie offerte come prestazioni sanitarie gratuite:

vaccino anti difterite-tetano-pertosse: questo vaccino obbligatorio si effettua nel bambino a 3 mesi con un richiamo tra il 5°-6° mese, un altro tra l’11° e il 13° mese e un’altro tra 5-6 anni. Sono disponibili dosi per gli adulti che non abbiano rievuto il vaccino, da effettuare tra gli 11-18 anni e ogni 10 anni.

vaccino anti- poliomelite: anche esso obbligatorio si effettua a 3 mesi, a 5-6 mesi e tra gli 11-12 mesi.

vaccino contro l’epatite B: nei neonati da donne infette una prima dose viene somministrata entro le 24 h dalla nascita, la seconda a 1 mese di vita, la terza a 2 mesi e la quarta ad un anno di età. In tutti gli altri casi è comunque obbligatorio nelle stesse epoche del precedente

vaccino anti-pneumococco: anche questo a 3 mesi, poi a 5-6 mesi e a 11-12 mesi di età, consigliato nei soggetti a rischio.

vaccino anti-haemophilus influenzae b: come il precedente

vaccino anti morbillo rosolia e parotite: si effettua il primo a 13 -15 mesi di età, un secondo a 5-6 anni, e il terzo a 11-18 anni. E’ disponibile il vaccino gratuito a tutti i soggetti ad alto rischio che in età adulta non posseggano gli anticorpi per queste malattie: donne in età fertile, soggetti immunodepressi, operatori sanitari e scolastici.

vaccino anti-meningococco: tra i 13-15 mesi e tra gli 11-18 anni, consigliato nei soggetti a rischio.

vaccino anti papilloma virus: consigliato a tutte le ragazzine tra gli 11 e i 18 anni, si effettua in 3 dosi. Questo virus a trasmissione sessuale infatti è associato ad un’aumentato rischio di tumore della cervice uterina.

vaccino anti varicella: consigliato tra gli 11 -18 anni in due dosi a distanza di un mese nei soggetti che non hanno contratto ancora la malattia.

vaccino antinfluenzale: gratuito e consigliato nei soggetti a rischio: anziani dopo i 65 anni di età, bambini dopo i 6 mesi, donne nel II trimestre di gravidanza, soggetti immunodepressi e operatori sanitari.

I vaccini attualmente in commercio hanno effetti collaterali minori come la classica ipertermia post-vaccino e alcuni, come quello antinfluenzale, hanno il limite di non essere efficaci contro tutti i ceppi virali. In ogni caso grazie ai vaccini oggi si sono debellate diverse malattie come la poliomielite e la difterite e si spera di controllare quelle in via di diffusione come L’HPV (human papilloma virus).