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Uova contaminate in Europa: scattano i controlli del Nas in Italia

Uova contaminate, i Nas: “Nessuna segnalazione in Italia”

Fino a questo momento “non ci sono state segnalazioni di prodotti contaminati“, affermano i Nas, ed i controlli sulle uova e sulle carni avicole andranno avanti almeno per qualche giorno, fino a quando dal ministero della Salute non verrà l’indicazione di ‘cessato allarme‘.

I controlli vanno avanti

Lo affermano i Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma, che già da qualche giorno stanno affiancando le Asl nei controlli su uova e prodotti derivati per sospette contaminazioni da Fipronil. Lo sottolineano fonti del Nucleo di tutela della Salute, i cui membri sono anche impegnati in una serie di controlli a campione sia su uova che su carni avicole su tutto il territorio nazionale.

Cosa è successo

L’allarme è partito qualche settimana fa, quando l’Istituto per la salute dei consumatori Nvwa, nei Paesi Bassi, ha denunciato la scoperta di una partita di uova con livelli di insetticida tali da rappresentare “un serio rischio per la salute“. Ora, è allerta in tutta Europa: e in Italia?

Situazione in Italia

Nel nostro Paese, stando alle rassicurazioni del Ministero della Salute, non dovrebbero essere arrivate le uova contaminate con fipronil. Il primo agosto, dopo il rinvenimento di tracce di questa sostanza nelle uova, negli escrementi e nella carne di polli, le autorità olandesi avevano annunciato la chiusura di circa 180 allevamenti di polli in tutta l’Olanda.

La smentita dei Nas

Tuttavia, solo qualche giorno dopo, la Commissione Europa ha lanciato l’allarme anche per il nostro paese: l’Italia è tra i Paesi coinvolti nel problema delle uova contaminate dall’insetticida Fipronil.

La nota è arrivato dalla Commissione Europea, secondo cui i Paesi coinvolti sarebbero 15: il Regno Unito, l’Austria, il Belgio, i Paesi Bassi, la Germania, la Francia, la Svezia, l’Irlanda, il Lussemburgo, la Polonia, la Romania, la Slovacchia, la Slovenia, la Danimarca e la Svizzera. Alla lista si aggiunge addirittura Hong Kong.

Ora, la smentita dei Nas, che hanno tranquillizzato i consumatori dichiarando di non aver verificato alcun caso di contaminazione. L’allarme, comunque, rimane.