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Torino, getta figlio dal balcone: temeva fosse disabile

Potrebbe essere stata la paura a spingere Valentina, la mamma di Settimo Torinese resasi tristemente nota in questi giorni, a gettare suo figlio appena nato dal balcone, uccidendolo. La paura che questo secondo figlio potesse essere affetto dalla stessa malattia ereditaria della primogenita di 4 anni: un disturbo degenerativo che parte dalle gambe e può portare alla paralisi.

Neonato trovato in strada: confessa la mamma

Il 30 maggio, lungo la strada viene ritrovato il piccolo, che sarebbe deceduto qualche ora dopo in ospedale. Da subito, la ricostruzione choc degli inquirenti ipotizza che il neonato sia stato lanciato dall’alto sulla strada. Il giorno dopo, la mamma del bimbo confessa di averlo gettato dal balcone.

Avrebbe agito all’insaputa di tutti

La donna, una barista italiana di 34 anni, è ora accusata dell’omicidio aggravato del figlio, partorito in casa all’insaputa di tutti. La grossa chiazza di sangue trovata in bagno dal marito è stata giustificata dicendo che si trattava di mestruazioni molto abbondanti. Le sue rotondità, invece, con un aumento di peso.

Dopo l’interrogatorio in procura a Ivrea, in cui “ha lasciato interdetti per la normalità con cui la donna ha appreso le accuse“, ha spiegato il procuratore Giuseppe Ferrando, Valentina è stata ricoverata all’ospedale ginecologico Sant’Anna di Torino prima di raggiungere il carcere alle Vallette.

L’autopsia eseguita ieri

Intanto, dai primi risultati dell’autopsia eseguita ieri pomeriggio sul corpicino del piccolo, sarebbe emersa la compatibilità delle lesioni con una caduta dal secondo piano, lo stesso in cui si trova l’abitazione dove la donna vive con il compagno. Questa sarebbe la prova che che conferma le ipotesi: la donna avrebbe gettato ancora con il cordone ombelicale il figlio da sola, all’insaputa di tutti.

Disprezzo sui social, il sindaco: “Non facciamoci guidare dagli istinti”

Sui social, nel frattempo, gli utenti esprimono disprezzo per quella che è stata definita “il peggio del peggio dell’umanità“, un “mostro“, un “abominio“. E le augurano “rimorso eterno“, il carcere a vita, addirittura “l’inferno“. “Capisco lo sgomento e la rabbia, ma non dobbiamo farci guidare dagli istinti“, è l’appello del sindaco di Settimo Torinese Fabrizio Puppo, che invita ad abbassare i toni.