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Figlio sta male, i dottori non credono alla mamma: un video cambia tutto

Avere un figlio malato, cercare di dimostrarlo a tutti i costi, e non essere creduta da nessuno. È quanto successo a Debbie Maddalena, mamma australiana del piccolo Tyler, di 6 anni. Il bimbo soffre di dermatite atopica, malattia infiammatoria cronica della pelle, che si manifesta con intenso prurito e secchezza cutanea. Spesso, questo fastidio sfocia anche in crisi respiratorie ed asma.

Sta male, nessuno gli crede

Ed infatti il piccolo Tyler spesso, durante la notte, veniva colto da attacchi di panico e pianti improvvisi. Un forte prurito, dolori lancinanti, fastidi continui avevano non poco influenzato la vita del piccolo, tanto da non poter andare più a scuola. Nonostante Debbie avesse più volte portato il piccolo dai medici, nessuno degli esperti consultati riusciva a credere a queste reazioni, minimizzando il problema.

Mamma decide di filmare il figlio

È cosi che la mamma ha deciso di testimoniare tutto con un filmato, nel quale si vede chiaramente il figlio soffrire nella notta per crisi respiratorie, pianti ed asma. Infine, dopo lunghe ricerche, Dobbie è riuscita a contattare online il dottor Richar Aron.

Guarigione testimoniata sui social

Quest’ultimo, riporta UniversoMamma, è un esperto molto famoso specializzato in dermatiti ed eczemi. Il medico avrebbe consigliato al piccolo Tyler una pomata che, in sole due settimane, ha migliorato di molto la situazione. Come testimoniano le foto del bimbo postate sui social dalla mamma, Tyler con l’utilizzo quotidiano della crema – al costo di 35 euro circa – ha riportato notevoli progressi.

Tyler si sentiva molto male, cosi ho inviato una mail esternando le mie preoccupazioni al dottor Aron, che ha messo mio figlio sotto trattamento intensivo per 8 giorni. Ho scattato le foto prima e dopo la cura. Il suo è un sorriso che celebra questo ometto forte e coraggioso“, ha scritto Dobbie.

Tyler sta bene, e sogna già da grande

Il suo calvario fortunatamente è finito. Tyler può condurre una vita normale, sognando, da grande, di diventare un ballerino e di aiutare tutti i bambini affetti dal suo stesso problema.