Skullbreaker Challenge

Skullbreaker Challenge: l’ultima mania social che mette in pericolo i bambini

Skullbreaker Challenge: ecco cosa è

Spesso sentiamo parlare di challenge, ovvero delle sfide virtuali talvolta pericolose che coinvolgono giovani e giovanissimi utenti del web. L’ultima in ordine di tempo è stata ribattezzata “Skullbreaker Challenge” e consiste in un vero e proprio atto di bullismo che può mettere in pericolo la vita di chi ne prende parte.

L’ultima mania social mette in allarme i genitori

Questa sfida, diffusasi su Whatsapp, vede la partecipazione di ragazzi e ragazze allineati in fila. Tra questi però vi è una vittima, assolutamente ignara di quanto sta per accadere. Poi, inscenando un balletto, ognuno a turno si avvicina allo smartphone che lo sta riprendendo fin quando arriva il turno della malcapitata vittima, che viene fatta cadere con uno sgambetto dagli altri due.

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Così facendo, la vittima non solo cade ma sbatte anche violentemente testa e schiena, rischiando conseguenze dannose. Per far fronte a quella che sta diventando una vera e propria emergenza, lo scorso 20 febbraio la Polizia di Stato ha pubblicato un comunicato online con delle linee guida utili a tutti coloro che vengono coinvolti in questa challenge.

Il comunicato della Polizia Postale

Il comunicato della Polizia è rivolto sia ai ragazzi che si lasciano facilmente attrarre da queste manie online, anche se pericolose, sia ai genitori che sono sempre più in allarme. In particolare, ai giovanissimi la Polizia consiglia di non lasciarsi coinvolgere in questa sfida ma di proteggersi:

Far cadere qualcuno mentre salta può determinare danni fisici importanti e la commissione del reato di lesioni anche se non hai ancora 18 anni: non è uno scherzo! Se sei a conoscenza o vedi qualche coetaneo che intende partecipare alla skullbreaker challenge cerca di dissuaderlo e parlane immediatamente con un adulto di riferimento: sii responsabile ed evita che qualcuno si faccia male davvero!

si legge nel comunicato.

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La Polizia invita poi a segnalare a www.commissariatodips.it eventuali video ricevuti che coinvolgono conoscenti e amici.

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Le raccomandazioni per i genitori

Ai genitori, invece, gli uomini dell’Arma consigliano di parlare costantemente con i propri figli allarmandoli su questa challenge per evitare che possano cadere nello scherzo. La Polizia consiglia poi di segnalare all’indirizzo suddetto (www.commissariatodips.it) eventuali video rinvenuti sui telefonini dei figli o in qualche chat, e di controllare in modo attento gli smartphone dei giovani.

Ennesima challenge, ennesimo pericolo per i giovanissimi

Questa è solo l’ultima di una serie di assurde challenge che, nel corso dei mesi, si sono susseguite tra adolescenti e bambini. Dopo la Blue Whale, la Tide Pods Challenge e la Samara Challenge – solo per citarne alcune – la sfida in questione altro non è che l’ennesimo gioco pericoloso che, al momento, non avrebbe ancora segnato vittime.

Un caso grave tuttavia è stato registrato in provincia di Bergamo, dove un quattordicenne al primo anno di scuole superiori è stato ricoverato in ospedale per un problema alla cervicale con 20 giorni di prognosi. La Procura della Repubblica sta indagando su tre amici del giovane presso il Tribunale per i Minorenni di Brescia per lesioni e violenza privata.