Si può morire a causa di un forte dolore emotivo? Sì, lo dice la scienza

Gli shock emotivi aumentano il rischio di mortalità

Vi è mai capitato di subire una perdita affettiva talmente grande da pensare di poterne morire? Secondo uno studio pubblicato su Lancet, un forte dolore emotivo può comportare specifiche patologie che possono avere come conseguenza persino la morte.

Lo studio, pubblicato su una delle principali riviste indipendenti di medicina generale, si è basato sui registri nazionali in Danimarca. Ha riguardato 21062 genitori che hanno subito la morte di un figlio, negli anni dal 1980 al 1996, e 293745 genitori i cui figli erano ancora vivi negli stessi anni. I risultati delle indagini hanno evidenziato che la morte di un figlio giovane, tra i 10 e i 17 anni di età, incide nelle probabilità di decesso nei genitori. I genitori hanno avuto infatti il 31% di casi di morte in più delle famiglie non gravate dal lutto.

Numeri e cause dei decessi

L’aumento maggiore del tasso di mortalità complessivo è stato osservato sulle madri che hanno subito un lutto. Tuttavia, anche nei padri è stato riscontrato un aumento della mortalità precoce per cause non naturali. In generale l’analisi ha manifestato che la morte di un bambino è associata ad un aumento della mortalità complessiva dei genitori. I decessi hanno riguardato sia cause naturali che innaturali.

In alcuni casi le morti dei genitori sono avvenute per condizioni ambientali. Ciò lascia intendere che i componenti defunti della stessa famiglia sono stati sottoposti agli stessi fattori di rischio esterni o alle medesime predisposizioni genetiche. Ma anche lo stress acuto, che la perdita di un proprio caro procura all’organismo, rappresenta un’altra causa significativa. La scomparsa di un affetto familiare incide nel sistema di supporto affettivo. In particolare se a morire è un giovane, il parente prossimo subisce anche la frustrazione del senso di interruzione dell’ordine naturale della vita.

La sindrome da cuore infranto

Il decesso di un figlio o del coniuge può causare anche un disturbo specifico. La sindrome da cuore infranto, o cardiomiopatia da stress, sembra, infatti, essere una patologia di derivazione affettiva. Il disturbo si manifesta come una disfunzione del ventricolo sinistro del cuore conseguente a una situazione emotivamente molto stressante. Le cause della malattia non sono scientificamente ancora note. Tuttavia sembra che questa cardiomiopatia possa dipendere da un forte incremento degli ormoni legati allo stress.
Lo stress è anche causa di patologie di infiammazione cronica che possono aumentare il rischio di cancro. Un esaurimento nervoso può, come sappiamo, comportare anche l’aumento di comportamenti nocivi, come fumo, alcol, un’alimentazione scorretta, ecc.

Lo studio evidenza però anche una nota positiva: l’importanza delle relazioni sociali. Quando queste sono presenti, sono un toccasana per la salute individuale. Chi ha riferimenti affettivi stabili tende a vivere più a lungo. Le relazioni affettive solide proteggono anche da malattie mentali e demenze.

Volersi bene fa stare bene affettivamente e fisicamente!

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