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7 febbraio: Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo. 10 modi per scoprire se tuo figlio è una vittima

Come capire se il tuo bambino è vittima di bullismo?

Non sempre i bambini, e ancor meno gli adolescenti, raccontano come trascorrono la giornata a scuola o in giro con gli amici.

Se, poi, sono vittime di bullismo o cyberbullismo, il più delle volte, tendono a chiudersi ancora di più in loro stessi.

Questo avviene a causa del senso di colpa, di inadeguatezza, della paura del giudizio… I motivi sono tanti e sta a noi cercare di aiutare i nostri figli.

Bullismo e Cyberbullismo

Come sappiamo, il bullismo è un comportamento aggressivo e ripetitivo nei confronti di soggetti più deboli. Può oscillare dall’aggressione fisica a quella verbale e psicologica, tutte di uguale gravità e con ripercussioni, a volte, fatali.

Ancora più pericoloso è il cyberbullismo, ossia un tipo di bullismo esercitato attraverso la rete. È il più pericoloso perché i ragazzi, ormai, sono perennemente connessi e i genitori riescono difficilmente a controllare tutto.

Dai dati raccolti dall’Eures nel 2019 emerge un quadro catastrofico: il bullismo e il cyberbullismo coinvolgono 9 giovani su 10.

Da un’analisi effettuata su un campione di 1022 studenti delle scuole secondarie superiori di Roma è emerso che:

  • il 66,9% è stato almeno una volta vittima di bullismo;
  • l’81,3% ne è stato spettatore.

I dati dipingono una realtà preoccupante, soprattutto perché è sempre più difficile, per i genitori, riuscire a scoprire la verità.

Difficile sì, ma non impossibile!

Vediamo insieme come capire se nostro figlio è vittima di bullismo.

1- Perdita di interesse verso la scuola e calo del rendimento

Se siamo abituati a un bambino o un ragazzo che ha sempre studiato ed è sempre andato a scuola volentieri, un improvviso calo del rendimento scolastico associato a scuse continue per non andare a scuola, potrebbe farci insospettire.

In alcuni casi, i bambini possono dichiarare apertamente di non voler più andare a scuola, in altri casi possono ricorrere a continui malesseri fisici.

Se abbiamo la sensazione che ci sia qualcosa dietro, spingiamo nostro figlio a parlare e cerchiamo di coinvolgere anche gli insegnanti, per capire cosa ci sia dietro.

In classe i docenti possono cogliere delle dinamiche, impossibili da notare al di fuori della scuola.

cyber bullismo

2- Tendenza a coprire il corpo per nascondere i segni

In molti casi, purtroppo, il bullismo vede anche aggressioni fisiche, oltre che psicologiche. Se notiamo che nostro figlio, improvvisamente, si vergogna di noi e tende a coprire in continuazione braccia, gambe e qualsiasi parte del corpo, cerchiamo di capire se è solo un pudore dovuto alla crescita o se possa esserci altro.

Facciamo attenzione anche a eventuali strappi sulle giacche, sui grembiuli (nel caso di bambini piccoli) o sulle pagine di diari, quaderni e così via.

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3- Isolamento

Non essendoci un unico e inequivocabile segnale, dobbiamo fare attenzione ai cambiamenti repentini che riguardano nostro figlio. Un conto è avere una giornata nera, perché magari non abbiamo raggiunto il traguardo desiderato, o per una controversia con gli amici.

Una situazione diversa è quando notiamo un cambiamento di umore, che perdura per giorni, con perdita di appetito e, talvolta, apatia verso qualsiasi cosa.

La tendenza all’isolamento è un forte e diffusissimo campanello di allarme, sintomo di disagio.

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4- Insonnia

Alcuni bambini vittime di bullismo manifestano insonnia. Non di rado possono esserci incubi. Il sonno è disturbato, spesso al mattino si alzano più stanchi di quando sono andati a letto.

Questo perché, molto probabilmente, hanno paura che i bulli li raggiungano anche durante la notte.

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5- Nervosismo

Diversi bambini manifestano maggior nervosismo a casa, diventano maneschi con i fratelli.

I litigi tra fratelli sono più che normali ma se notiamo un improvviso cambiamento di carattere del nostro bambino, dobbiamo andare in fondo alla questione.

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6- Soldi che spariscono

A volte, soprattutto nel caso di adolescenti, possiamo notare la sparizione di banconote da casa.

Questo potrebbe avvenire perché la vittima è minacciata ed è costretta a effettuare piccoli furti.

Proviamo a cambiare posto alle banconote e cerchiamo di capire se si tratta di una nostra impressione, di una semplice marachella o di altro.

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7- Mancata voglia di uscire

A volte, a causa della paura di incontrare i bulli, le vittime tendono a rinchiudersi in casa.

Oltre la voglia di non andare a scuola, potrebbe mancare anche la voglia di partecipare a qualsiasi tipo di evento, come feste di compleanno, pranzo da un amico, e così via.

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8- Ossessione nei confronti del proprio aspetto fisico

Man mano che si avvicinano all’adolescenza, i ragazzi tendono a non piacersi. Lo sappiamo, ci siamo passati tutti! È quel periodo della vita in cui siamo troppo grassi, troppo magri, troppo alti, troppo bassi.

La situazione può essere, però, amplificata quando ci sono delle persone che ci prendono costantemente in giro per il nostro aspetto fisico e ci conducono a pensare che siamo sbagliati e meritiamo di essere “bullizzati”.

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9- Gelosia nei confronti del cellulare

Se notiamo che nostro figlio ha il timore di farci controllare il cellulare e lo controlla in modo maniacale, dobbiamo tenere gli occhi aperti.

Potrebbe essere semplicemente la conversazione con un primo amore giovanile, e speriamo che sia così, ma dobbiamo stare attenti e chiedergli di lasciarci controllare i social network, soprattutto se si tratta di bambini piccoli.

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10- Improvvise patologie mai avvertite prima

Molti bambini e ragazzi vittime di bullismo tendono a somatizzare il proprio dolore perché non hanno la forza di affrontarlo.

Spesso, il corpo può reagire a tale somatizzazione e possono emergere improvvisi problemi intestinali, disturbi allo stomaco, nausea, vomito.

Cerchiamo di capire se tali patologie nascondono un dolore non comunicato.

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Qualche consiglio

Sospettare che il proprio figlio sia vittima di bullismo è davvero doloroso. Lavorare sul dialogo con il proprio bimbo è fondamentale. Incoraggiarlo a parlare di ciò che gli succede senza svalutarlo è importante per non ledere ulteriormente la sua autostima.

Se il bambino ha persone di riferimento in famiglia, a cui è particolarmente legato, come uno zio, un nonno, possiamo chiederne la collaborazione. Forse per il piccolo sarà più facile confidarsi.

Nel frattempo i genitori possono chiedere l’aiuto degli insegnanti.

In alcuni plessi scolastici sono state promosse attività, in collaborazione con la polizia, per spiegare la gravità del bullismo. I ragazzi hanno partecipato con entusiasmo, scoprendo che una grande responsabilità è attribuita anche a tutti coloro che assistono a un atto di bullismo, senza denunziare l’accaduto.

Sicuramente il lavoro di sensibilizzazione non è concluso ma la sinergia scuola-famiglia su questo specifico problema, può dare risultati sorprendenti.

Inoltre, nel caso di cyberbullismo, possiamo insegnare ai nostri figlio a usare Internet nel modo migliore, senza che diventi uno strumento pericoloso. Spiegare loro cosa, come possono interagire con questo strumento non solo sarà fondamentale per proteggerli, ma anche divertente. Sperimentare con loro qualche gioco, ci permetterà di trascorrere qualche momento davvero piacevole.

Le azioni volte a sensibilizzare i giovani sono sempre di più ed è stata istituita la Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo, che ricorre il 7 febbraio e vede, in ogni scuola, l’organizzazione di attività ed eventi per spingere i giovani a riconoscere e segnalare gli atti di bullismo.

Ma il primo vero segnale deve partire dalle famiglie!

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