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Sara un angelo con la bandana Associazione, intervista: quando dal dolore nasce un fiore

A volte dal dolore può nascere un fiore…è questa la storia di Sara, una bambina che all’età di solo 10 anni è volata in cielo a causa di un tumore cerebrale. Il suo passaggio sulla terra non è stato vano: la testimonianza che, seppur così piccola, ha lasciato, è stata di grande aiuto ai genitori, Sabrina e Fabio, alla sorella gemella Silvia, allo zio Don Tonino e a tutte le persone che le hanno voluto bene. Proprio in nome del suo ricordo i familiari hanno voluto istituire un’associazione nel loro paese, Giuliano di Roma, in provincia di Frosinone.

1. Come nasce l’associazione “Sara un angelo con la bandana?”

L’Associazione “Sara un angelo con la bandana onlus” nasce il 15 giugno del 2010 dopo la scomparsa prematura di mia figlia Sara Colagiovanni, il 14 Aprile 2008. Abbiamo deciso di costituire questa associazione perché vedevo che quando Sara era in ospedale, quando venivano le persone di altre associazioni portando giocattoli oppure aiutando famiglie che si trovavano in situazioni economiche più disagiate, rendevano felice il bambino e anche la famiglia stessa. Quindi abbiamo deciso di far nascere l’associazione per vedere il sorriso sul volto di tutti quei bambini che sono in ospedale.

2. Quali progetti sostenete?

Sosteniamo soprattutto progetti a favore dell’infanzia che soffre. Periodicamente ci rechiamo all’Ospedale Gemelli di Roma nel periodo di Pasqua portando le uova di cioccolato e nei periodo di Natale portando giocattoli. Poi sosteniamo la ricerca e purtroppo aiutiamo anche famiglie disagiate. Ultimamente abbiamo fatto anche una grande raccolta soprattutto di cose per bambini come pannolini, minestrine, biscotti e anche prodotti alimentari e per l’igiene e ci siamo recati ad Ascoli Piceno alla caritas e abbiamo portando questa raccolta per dare una mano alle popolazioni terremotate di quella zona. Noi collaboriamo anche con l’AGOP, l’associazione genitori dell’oncologia pediatrica che si trova presso il Policlinico Gemelli di Roma e questa associazione sostiene proprio i genitori dei bambini malati. Ultimamente stanno realizzando una casa a colori, un edificio dato in comodato d’uso dal comune di Roma dove alloggiano le famiglie che hanno i figli in ospedale. Noi come associazione abbiamo ristrutturato uno dei 20 appartamenti che ci sono in questo stabile.

Poi abbiamo comprato un pulmino con parte dei fondi ricavati dalla partita del cuore che abbiamo organizzato nel 2014 e parte del 5×1000. Abbiamo comprato quindi questo pulmino che mettiamo a disposizione di tutti i disabili: è attrezzato proprio per il trasporto di carrozzine. Lo mettiamo anche a disposizione di persone che devono fare delle visite ma hanno difficoltà a spostarsi. Ultimamente abbiamo portato 10 frigoriferi sempre al Gemelli di Roma da mettere nelle stanze dei bambini, soprattutto in quest’estate molto calda. Le mamme non dovevano lasciare i bambini per andare al piano di sopra al bar, avendo già un frigo nella stanza. In questo modo abbiamo migliorato un po’ la condizione dei piccoli.

Con la cifra di ventimila euro, il nostro primo grande progetto, abbiamo comprato in Tanzania un ecocardiografo messo a disposizione dei bambini malati di cuore. Sempre in Tanzania abbiamo costruito un pozzo in una scuola e in un villaggio, più precisamente una cisterna di acqua che serve a tutte le persone che sono lì nel luogo. Ci siamo recati lì di persona, mio marito, mio fratello e un membro dell’Associazione per seguirne i lavori.

3. Quali emozioni si provano stando a contatto con tanta sofferenza, soprattutto quella dei bambini?

Considerando l’esperienza precedente un po’ ero abituata a ciò che mi aspettava, comunque il segreto nell’aiutare i bambini sta proprio nel capire le emozioni che loro cercano di darti e trasformarle in felicità. Quindi quei piccoli dolori che tu loro vedi nei loro occhi cerchi sempre di trasformarli in un sorriso ed è proprio quello che io personalmente ho imparato con Sara fin da piccola.

4. Cosa vi spinge ad andare avanti in questi vostri progetti?

Il ricordo di Sara.

5. Come si può collaborare come volontari oppure donare fondi all’associazione?

Come volontari basta iscriversi all’associazione diventando soci o partecipando alle raccolte periodiche di giocattoli o uova di Pasqua che noi facciamo e portiamo ai bambini. Una nostra grande risorsa è il 5×1000 che ci permette di sostenere molti progetti, o ci sono anche i contributi volontari. Inoltre si possono fare pergamene solidali in occasione dei momenti felici della vita come battesimi, comunioni o matrimoni, e purtroppo anche in quelli tristi come funerali: invece di comprare fiori si possono infatti fare donazioni per aiutare le persone che soffrono. Si può contribuire anche acquistando il libro scritto da Don Tonino Antonetti, zio di Sara e padre spirituale dell’associazione, con la collaborazione di altri familiari, amici della piccola Sara e anche medici. Le persone del nostro paese possono anche comprare dei dolci che in occasione di una festa che si svolge ad agosto prepariamo e vendiamo: il ricavato ovviamente va sempre a sostegno dei nostri progetti. Inoltre ogni anno a Dicembre è possibile acquistare un calendario realizzato con i disegni dei bambini dell’oncologia pediatrica, e il ricavato va sempre all’associazione.