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Renzi sui vaccini: “Obbligatori per i bimbi dell’asilo”

Basta con alchimisti e stregoni“: così il premier Matteo Renzi qualche giorno fa, parlando all’assemblea dell’Anci a Bari, ha esordito riguardo il tema da sempre dibattuto riguardo la vaccinazione obbligatoria nelle scuole italiane. “L’argomento deve essere affrontato una volta per tutte, i più soldi nella sanità ci sono, e dunque è giusto che ci sia un grande investimento su scienza e ricerca.”

Deciso e diretto, il presidente del consiglio ha fatto in particolar modo riferimento al modello adottato dalla regione dell’Emilia Romagna, e che entrerà in vigore da settembre 2017: la regione ha approvato l’obbligatorietà negli asili nidi dei vaccini per la difterite,il tetano, la poliomielite e l’epatite B. Una scelta che ha fatto discutere non poco, quella della regione, e che ha suscitato proteste da parte delle comunità antivaccini, con una serie di raccolte firme e petizioni.

Introduciamo l’obbligo dei vaccini non perchè vogliamo essere dirigisti, ma perché abbiamo a cuore la salute dei nostri bambini“, cosi si è difeso il Governatore della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini.


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Sia la posizione di quest’ultimo, che quella del premier, è stata ampiamente condivisa dal Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) Walter Ricciardi, il quale ha confermato come negli ultimi anni si siano verificate morti per complicanze a causa di mancate vaccinazioni su tutta la popolazione, e “non possiamo più permetterci di non difendere i nostri bambini.” Ed oggi pare che regioni quali Toscana, Veneto e Marche stiano seguendo di pari passo la regione emiliana.

L’obbligatorietà dei vaccini per potersi iscrivere a scuola in Italia, in realtà già era esistente: istituita nel 1967, decadde nel 1999; stiamo forse tornando indietro nel tempo, o accelerando inevitabilmente il passo verso il futuro?