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Quando l’ufficio è in casa: 5 consigli su come dividersi tra lavoro e figli

Quanto è difficile occuparsi contemporaneamente delle attività di cura della famiglia e di quelle lavorative? La maternità può essere difficile da conciliare con la vita lavorativa soprattutto quando non si ha una rete sociale di sostegno, che sia familiare o basata sui servizi per l’infanzia.

Se alcune donne decidono di lasciare il lavoro volontariamente dopo la maternità, ce ne sono invece molte altre che vorrebbero mantenere la propria attività lavorativa.

Per far fronte alle difficoltà economiche o per avere più tempo da dedicare alla propria famiglia, sempre più donne decidono di inventarsi o dedicarsi ad attività economiche che possono essere portate avanti da casa.

Le regole di sopravvivenza quando l’ufficio è a casa sono 5:

  1. Pianifica le attività della giornata;
  2. Definisci i tempi;
  3. Porta a termine gli obiettivi prefissati;
  4. Tira le somme;
  5. Premiati

1 Prima di iniziare la giornata è necessario pianificare tutte le attività, sia quelle lavorative che familiari, considerando che ci dovrà essere un margine di tempo per gli imprevisti, soprattutto quando si hanno bambini sotto i 10 anni.

2 La definizione dei tempi è fondamentale per la riuscita delle attività. Ci sono impegni ordinari e occupazioni nuove, telefonate ed email che richiedono solo pochi minuti ma anche attività più lunghe il cui svolgimento sarà articolato nell’arco di diversi giorni. Stabilisci quanto tempo vuoi dedicare a ciascuno di questi. Ragiona in termini di obiettivi da raggiungere a fine giornata.

3 Ci sono diverse tecniche per riuscire a portare a termine gli obiettivi prefissati, di solito uno dei problemi maggiori riguarda il mantenimento dell’attenzione su una determinata attività. A riguardo puoi decidere di utilizzare differenti strategie: ci sono metodi personali come la musica di sottofondo o tecniche di concentrazione come quella del pomodoro. Ci sono anche delle applicazioni per Android o Iphone che possono aiutarti.

4 Fai il bilancio della tua giornata, prendi nota dei problemi che hai riscontrato e delle situazioni sulle quali dovrai intervenire per massimizzare i tuoi risultati.

5 Concediti una ricompensa, che sia un pò di shopping on line, un caffè con un’amica, una passeggiata con tuo figlio, ma regalati qualcosa che ti ricompensi per il tuo lavoro. Non importa quanto le tue attività siano state monetizzate, oggi sei stata un’imprenditrice, una cuoca, una governante, un’insegnante, un medico, una moglie, una mamma!

Il nostro Paese è caratterizzato da un basso livello di partecipazione femminile al mercato del lavoro. I dati Istat 2014 parlano di 12,2 punti dell’Italia rispetto al valore medio dell’UE che è di 28 punti. Le statistiche mostrano, inoltre, che la decisione di abbandonare il lavoro è sempre meno una scelta personale. Negli ultimi anni è cresciuto molto il numero delle donne che hanno perso il lavoro a seguito di una gravidanza.

Nel corso della crisi l’occupazione femminile ha avuto andamenti differenti per diversi segmenti di donne. Sono cresciuti i tassi di occupazione delle donne con più di 50 anni, mentre sono diminuiti i livelli di occupazione delle giovani di 15-34 anni e soprattutto di quelle 15-49 anni che vivono ancora all’interno della famiglia di origine. Nel corso della crisi per le donne sono aumentati i casi di perdita di lavoro a seguito della nascita di un figlio. Le più esposte al rischio di lasciare o perdere il lavoro sono le neo mamme che lavorano a tempo determinato, ma alto è il numero anche di quelle che hanno diverse tipologie contrattuali.

Sarebbe ora che l’Italia abbandonasse il pregiudizio che le donne che diventano madri perdano efficienza e produttività. Le istituzioni hanno il dovere di fornire strumenti e attuare strategie di supporto normativo ed economico per tutte quelle donne che desiderano diventare madri e, allo stesso tempo, esprimere in pieno le proprie competenze professionali, prima, durante e dopo la maternità.

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