Pillola anticoncezionale progestinica: cos’è la minipillola

In attesa del contraccettivo wireless ideato da Bill Gates dobbiamo accontentarci della minipillola. Si tratta della pillola concezionale di ultima generazione, composta da solo progesterone e quindi meno nociva in determinate situazioni cliniche. Il progesterone è un ormone molto particolare in quanto, a seconda della fase del ciclo in cui viene assunto, può inibire l’ovulazione oppure indurre il ciclo, favorire il mantenimento di una gravidanza o addirittura indurre un aborto. Per capire bene il suo meccanismo è necessario capire anche l’effetto degli ormoni durante il ciclo mestruale.

Il principale effetto del progesterone sull’utero è un ispessimento della mucosa uterina. Per questo motivo la fase progestinica del ciclo è anche detta fase secretiva ed è quella che avviene normalmente nel ciclo, subito dopo l’ovulazione quindi nella terza settimana.

La natura predispone in questo momento del ciclo un ispessimento della mucosa per due ragioni: favorire un eventuale annidamento in caso di fecondazione e creare un tappo mucoso nel collo dell’utero per impedire ad altri spermatozoi o germi patogeni di passare dalla vagina in utero. In questo modo viene conservata l’incolumità della gravidanza eventualmente in atto.

Per questo motivo nella fase progestinica non si è fertili ed è questo il principio base su cui si fonda il meccanismo anticoncezionale della minipillola. Oltre ad impedire l’ingresso degli spermatozoi, può anche impedire l’ovulazione a monte. Difatti la rottura del follicolo si verifica quando c’è uno sbalzo tra estrogeni e progesterone. Cioè dopo due settimane di fase “estrogenica” in cui il follicolo matura grazie agli estrogeni in circolo, perché avvenga una sua esplosione deve verificarsi un picco di progesterone e un calo di estrogeni. Ma se il progesterone viene assunto fin dal primo giorno di mestruazione, il suo tasso rimane costante quindi questo sbalzo non si verifica e di conseguenza non avverrà ovulazione.

La minipillola grazie all’assenza di estrogeni presenta dei vantaggi rispetto alla pillola combinata:
-non dà rischi aumentati di malattia tromboemboliche
-può essere assunta anche in caso di tumori estrogeno-dipendenti
può essere assunta durante allattamento senza comprometterlo, nel caso di ricomparsa delle mestruazioni
-è molto affidabile
-è ben tollerata

Tuttavia possono presentarsi anche in questo caso degli effetti collaterali come acne, cefalea e depressione. Nei primi tempi è molto frequente assistere ad irregolarità mestruali, sanguinamenti tra una mestruazione e l’altra o addirittura assenza di mestruazioni. Questi effetti tendono ad attenuarsi e a scomparire dopo i primi mesi. In caso di effetti collaterali importanti o insoliti è opportuno consultare il medico.