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Perché non si dovrebbe mai andare a letto arrabbiati

“Dormiamoci su!” Quante volte ti è capitato di dire questa frase, magari dopo un litigio serale con il tuo compagno? Molti sostengono che la notte porti consiglio, eppure sembra invece che questo suggerimento non sia favorevole rispetto ai pensieri negativi. Sembra infatti che le sensazioni tristi siano più difficili da allontanare, dopo il sonno notturno.

Secondo uno studio dell’Università di Pechino, pubblicato su Nature Communications, durante il sonno il cervello riorganizza i ricordi, rendendo le emozioni negative più difficili da sopprimere in futuro.
La ricerca sperimentale, è stata coordinata dal prof Yunzhe Liu. Durante i due giorni di osservazione, sono stati coinvolti 73 studenti universitari di sesso maschile. L’obiettivo era quello di esaminare come i ricordi negativi possano essere intenzionalmente soppressi e quanto il sonno possa influire su questo processo di cancellazione.
I risultati dello studio sembrano dimostrare che, mentre dormiamo, il cervello si concentra sulle emozioni negative e riorganizza le loro tracce rendendole più difficili da eliminare.

Il sonno avrebbe quindi un ruolo fondamentale nel fissare nella mente i ricordi negativi. I ricercatori hanno dedotto ciò dall’osservazione della scansione dei cervelli dei volontari. Le immagini hanno mostrato che, per i ricordi riportati alla mente solo dopo 30 minuti dall’apprendimento delle associazioni, l’attività neurale è stata centrata nell’ippocampo. Per i pensieri appresi e poi rielaborati dopo una notte di sonno, invece, l’attività cerebrale ha coinvolto tutta la corteccia, formando connessioni a lungo termine.
Questa maggiore distribuzione dei ricordi nelle diverse aree del cervello dimostra che il sonno notturno consolida la memoria, rendendola restia a cancellare i ricordi.

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Ne consegue quindi che, se si vuol dimenticare qualcosa di spiacevole, è meglio risolvere le incomprensioni con tempestività, invece di rimandare al giorno successivo. I pensieri spiacevoli di notte potrebbero diffondersi e radicarsi nel cervello.ù

Lo studio Pechinese è interessante in quanto potrebbe fornire nuove indicazioni riguardo il trattamento dei disturbi associati a ricordi traumatici o post-traumatico da stress.

Che il sonno abbia un ruolo cruciale nel consolidamento della memoria era un fatto noto, ma la rilevanza che questo studio attribuisce ai pensieri negativi non ha precedenti.

Uno studio sperimentale del 2015 avevo dimostrato, inoltre, come il sonno possa rendere la mente più capace di trovare soluzioni ai problemi del passato. Tale teoria si basa sul fatto che il sonno consenta il trasferimento delle informazioni tra la zona dell’ippocampo, che è la parte del cervello in grado di codificare esperienze vissute di recente, e la neocorteccia nella quale sono memorizzati i dati nel lungo periodo.

Dormire aiuterebbe quindi ad affrontare con maggiore preparazione un problema complesso, ma, allo stesso tempo, la notte potrebbe consolidare la memoria dei ricordi spiacevoli.

Che fare quindi? La soluzione potrebbe essere provare a risolvere le incomprensioni serali prima di addormentarci, ma rimandare le decisioni più importanti e difficili alla mattina successiva. La notte porta consiglio, ma può anche far aumentare i disaccordi: a voi la scelta!