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Perché alcune abilità si apprendono con più facilità da piccoli

Esistono dei periodi, cosiddetti sensibili, durante i quali è più semplice per i bimbi apprendere determinate abilità, come per esempio imparare a parlare, a nuotare, a suonare il piano ecc. Tali periodi, chiamati anche “critici” sono molteplici e sfalsati temporalmente fra di loro. Tentare di sviluppare specifiche abilità oltre tali momenti non sarà impossibile, ma richiederà certamente una fatica ed un impegno maggiori che, con tutta probabilità, non porteranno ad un apprendimento soddisfacente e/o paragonabile ai risultati ottenuti invece nei periodi di apprendimento ottimali.

Nei bambini esiste un periodo sensibile per imparare a parlare che va dalle prime lallazioni fino ai 3 anni di età; uno per il disegno, tra i 3 ed i 7 anni; uno per apprendere il ritmo musicale tra i 4 ed i 10 anni; poi ancora uno per l’elaborazione di concetti astratti filosofico-matematici tra i 10 ed i 15 anni circa.

I periodi sensibili rappresentano, invece, il momento ottimale per l’acquisizione di determinate abilità. Particolari tipi di apprendimento sono noti con il termine di “imprinting”, che in inglese significa “improntamento” o “marcatura“.

Il fenomeno dell’imprinting è stato studiato da Konrad Lorenz (fondatore dell’etologia moderna), principalmente nel comportamento animale: noti sono infatti gli esperimenti condotti dallo stesso Lorenz sugli anatroccoli e la loro risposta di seguitamento.

Il periodo sensibile per questa condotta di seguitamento si ha il primo giorno di vita, entro le prime 14 ore dalla schiusa dell’uovo. I piccoli di anatra tendono a seguire una figura in movimento e a creare un imprinting. Normalmente la figura che vedono in queste prime ore di vita è quella della loro madre anatra e l’imprinting si forma su di essa. Se al posto della madre essi vedono un altro essere in movimento, (come Lorenz si è proposto di fare nei suoi esperimenti, sostituendosi all’anatra), sarà quest’ultimo ad imprimersi e pertanto cominceranno a seguirlo come avrebbero fatto con la loro madre. Importante fu scoprire che quando, in un secondo momento, i piccoli di anatra furono accostati invece ad un’anatra adulta, non la “riconobbero” come madre.
Questo dimostra che l’imprinting si manifesta soltanto in un periodo breve e di poco successivo alla nascita e si tratta di apprendimenti irreversibili, che restano impressi per tutta la vita.

La durata di tale periodo varia da specie a specie: nell’essere umano i periodi sensibili sono più lunghi rispetto a quelli degli animali. Per alcune condotte complesse come per esempio il linguaggio, sembra che il periodo possa essere di circa 18 mesi, dalle prime lallazioni, fino ai 3 anni. Fondamentale è considerare che se il bambino non è stato adeguatamente “improntato” nel periodo sensibile della sua vita per quella data condotta, egli sarà per lo più insensibile ad una stimolazione tardiva. Se un bambino non è venuto a contatto per esempio con stimoli sonori verbali nei primi 3 anni di vita, perché è stato tenuto isolato, egli resterà praticamente muto, e solo attraverso grandissimi sforzi potrà apprendere qualche fondamento del linguaggio.

Nell’essere umano i periodi sensibili non sono assoluti come negli animali, ma alcune abilità si apprendono meglio da piccoli. Superati i periodi ottimali per l’apprendimento resta in genere comunque possibile imparare ma sarà più difficoltoso ottenere buoni risultati. Il periodo sensibile per imparare a nuotare, è tra gli 8 ed i 30 mesi di vita. E’ pur sempre possibile imparare a nuotare successivamente ma occorrerà uno sforzo ed un impegno superiori; bisognerà inoltre vincere le paure che generalmente vengono ignorate dal bambino in età infantile.

Questo spiega anche come certi insegnamenti troppo precoci restino praticamente vani, in quanto la psiche del bimbo non è ancora idonea a recepirli e allo stesso tempo spiega anche come certi apprendimenti cosiddetti invece tardivi rispetto al periodo ottimale, per improntarli richiedano sforzi enormi e portino a risultati mediocri.