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L’appello di una mamma: “Non trovo lavoro perché ho un bimbo piccolo”

Maternità e lavoro: Federica non lavora più dopo il parto

In Italia è sempre più difficile essere mamma. Lo dicono le statistiche ma pure le dirette interessate, che con fatica riescono a portare avanti la gestione dei figli e il lavoro (quando c’è). Ne è un esempio l’ultima storia pubblicata dai media, quella di Federica apparsa sul Corriere della Sera, che racconta dell’impossibilità di trovare un lavoro decente e attinente alla propria esperienza professionale da quando è madre. Secondo quanto scrive la donna, nel Bel paese lavorare diventa più difficile dopo la gravidanza e il parto.

La storia di Federica: disoccupata con un figlio di 10 mesi

Federica ha lavorato per quasi venti anni nelle risorse umane. Una lunga gavetta, tanti sacrifici fatti e molti ostacoli superati. Il lavoro è sempre stata la sua passione ma a un certo punto, all’età di 44 anni, ha deciso di mollare per un breve periodo per dedicarsi ad una gioia diversa, indubbiamente la più grande: l’arrivo del suo bambino.

Il rientro a lavoro non è stato dei più facili anzi, a dirla tutta, non c’è mai stato. Il motivo? Essere mamma – a detta di alcuni datori di lavoro e dirigenti – rappresenta un ostacolo per il normale svolgimento delle attività lavorative.

Tanto che ad oggi, a dieci mesi dal parto, Federica non è ancora riuscita a trovare un lavoro decente nel suo ambito, un lavoro per il quale ha accumulato negli anni esperienza su esperienza e che l’ha resa una delle persone più brave e competenti nel suo settore.

Mio figlio cresce e allora invio cv, rispondo ad annunci, mi propongo ai miei contatti. Poi ho un colloquio con un «head hunter»: il mio profilo è in linea con la richiesta di un’azienda. Dopo qualche giorno arriva una mail di diniego: l’unico dubbio riguarda il mio essere mamma di un bimbo di 10 mesi; e mi si suggerisce di cercare lavoro in realtà più piccole, in ruoli molto meno di responsabilità. Agli uomini con un figlio si chiede se riescono a fare contemporaneamente i padri e a lavorare? Diventare madre cancella le competenze?

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Maternità e lavoro: le statistiche in Italia

Gli ultimi dati statistici raffigurano un’Italia poco sicura per le mamme. Tante fanno fatica a rientrare a lavoro mentre molte altre decidono di non lavorare più dopo il parto per dedicarsi esclusivamente alla famiglia. Nonostante le difficoltà economiche e personali, parecchie donne non riescono a conciliare gli impegni in ufficio e quelli a casa, tanto che decidono di mettere da parte la carriera e le gratificazioni personali in favore dei figli.


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I motivi di questa scelta? L’assenza di aiuti validi e concreti. Non sempre ci sono nonni sui quali si può fare affidamento e spesso gli asili nido costano troppo. Per questo si preferisce restare a casa, mandando così all’aria anni e anni di carriera.

In altri casi, invece, i datori di lavoro preferiscono non assumere donne con figli per evitare eventuali giorni di malattia o altri problemi che potrebbero scaturire dalla gestione dei più piccoli. Risultato? Solo nel 2016 trentamila mamme hanno perso o lasciato il lavoro e si sono concentrate solo ed esclusivamente sulla famiglia.