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La massa ossea del bambino non è influenzata dagli steroidi

Uso di steroidi nel parto prematuro

Una delle complicanze più ricorrenti nel neonato prematuro è l’insufficienza respiratoria; essa è dovuta all’immaturità dei polmoni o più nello specifico al deficit di surfactante. Da qui deriva la Sindrome da Distress Respiratorio (RDS). La maturazione polmonare avviene a 20 settimane, a 24 e si completa in modo definitivo a 36 settimane di gravidanza; tuttavia è opportuno fornire una terapia di supporto a tutti i nati prima del termine della gestazione. Questa è la terapia con corticosteroidi (betametasone o desametasone), che va somministrata a tutte le donne con rischio di parto pretermine, tra le 24 e le 33+6 settimane di gravidanza.

I rischi degli steroidi

Di recente è stato dimostrato che non vi è influenza negativa sulla massa ossea (a 6-8 anni di vita) di un feto soggetto a dosi ripetute di steroidi; questa notizia è particolarmente importante per tutte quelle donne che temono di incorrere in un parto pretermine. Lo studio proviene dalla Nuova Zelanda, promosso e coordinato da Christopher McKinlay, della University of Auckland; le donne a rischio sono state trattate a random o con singola dose di betametasone o con un placebo. La durata del trattamento è stata di una settimana o più dopo un ciclo iniziale del farmaco; la somministrazione veniva ripetuta se il rischio persisteva. Il passo successivo è stato eseguire le dovute indagini scheletriche mediante dual-energy radiograph absorptiometry sui bambini tra i 6 e gli 8 anni di età, figli di queste mamme.

Lo studio sugli steroidi e i risultati

I bambini presi in esame sono 185, di cui 91 nel gruppo che ha ripetuto la terapia con betametasone e 94 con placebo; per tutti l’età media gestazionale alla nascita era di 31 settimane di gravidanza (93% dei bambini nati prematuramente). Le loro madri avevano ricevuto un trattamento con due dosi di farmaco, oltre alla somministrazione di steroidi in epoca prenatale e prima della randomizzazione. In tutti e due i gruppi di bambini è stato evidenziato un contenuto minerale osseo simile ed equilibrato per tutto il corpo (553 g in media nel gruppo betametasone ripetuto, e 577 g nel placebo).

La superficie ossea non presentava differenze tra i due gruppi e in particolare il contenuto minerale osseo delle vertebre era proporzionato agli altri distretti ossei corporei. Da qui è dimostrato che l’incidenza delle fratture è simile nei due gruppi: 13% nei trattati con betametasone e 11% nei trattati con placebo. In conclusione si può dire da questa ricerca che medici e mamme possono stare tranquilli sui benefici del trattamento con steroidi.

Infatti, la somministrazione a cicli ripetuti di betametasone nella profilassi del parto prematuro non è associabile a un rischio aumentato di problemi di salute e in particolare di deficit neurologici. Anzi incoraggiando questa terapia si prevengono i distress respiratori per insufficienza polmonare, senza favorire l’osteoporosi giovanile e/o adulta.