mamme che non si curano

Mamme che si ammalano e non si curano, per curare i propri figli

Molte volte, quando i bambini si ammalano, si ammalano anche le mamme ma, per dedicarsi a curare i bambini, si trascurano, peggiorando il proprio stato di salute.

E così capita che si trascinino dietro febbre, influenze e malanni vari perché mettono all’ultimo posto la propria salute.

Se vi riconoscete in questa descrizione, è a voi che la scrittrice Danielle Campoamor ha dedicato un articolo sul Washington Post.

L’articolo di Danielle Campoamor

Danielle Campoamor ha preso spunto dalla propria esperienza, capitata una delle tante volte in cui, per curare suo figlio, non ha curato la propria influenza.

Mentre era dal pediatra insieme a suo figlio, il medico le ha chiesto: “da quanto tempo stai male?” e lei si è sentita in imbarazzo perché qualcuno si era accorto del suo malessere e, soprattutto, perché lei aveva permesso a sé stessa di ammalarsi.

Secondo Danielle Campoamor, le mamme dovrebbero curare il proprio fisico con la stessa cura che riservano ai propri bambini e non dovrebbero vergognarsi di chiedere aiuto.

La scrittrice americana ha affermato: “Stiamo ignorando la voce che ci dice di metterci per prime le maschere dell’ossigeno, e le mettiamo ai nostri figli, mentre noi soffochiamo.”

La spiegazione degli esperti

Nel primi anni di vita del bambino, il rischio di contagio è molto alto; secondo il Washington Post, infatti, i bambini al di sotto dei 6 anni, con il sistema immunitario ancora non del tutto sviluppato, contraggono tra i 6 e gli 8 raffreddori all’anno. Quindi, è più che normale che vengano contagiate anche le mamme, che passano il tempo ad accudire i bimbi malati, perdendo ore di sonno e indebolendo le proprie difese. Spesso, però, sono le prime a non accettare di essere malate e, perciò, nascondono i sintomi.
Ad accorgersene sono, il più delle volte, i pediatri che, quando un bimbo è malato, trascorrono tanto tempo con lui e la mamma, accorgendosi subito di un malessere di quest’ultima.
Sara Siddiqui, pediatra al NYU Langone’s Hassenfeld Children’s Hospital, ha dichiarato al WP che le è capitato, spesso, di dover soccorrere le mamme mentre visitava i loro figli. Ha addirittura raccontato di una volta in cui una mamma è svenuta nel suo studio.
La psichiatra Carly Snyder ha spiegato, inoltre, che è tipico delle donne considerare loro stesse come se dovessero sempre occuparsi degli altri e non dovessero essere mai loro a essere curate.
In pratica, è come se noi donne non accettassimo di essere imperfette e volessimo a tutti i costi stare sempre bene e in forma, senza dover mai chiedere nulla a nessuno. Questo atteggiamento è, però, controproducente sia per i bambini, che pensano che chiedere aiuto sia negativo, sia per il partner, che può sentirsi escluso dalla vita di coppia.
Tutto parte, secondo gli esperti, da quando, dopo il parto, la mamma non riesce più a sentirsi interessante perché al centro dell’attenzione c’è il bimbo. Come conseguenza, tende a pensare di non aver diritto di ricevere attenzioni e inizia a vivere la maternità soltanto come un compito da portare a termine.

Siamo donne, non eroine

Quindi, care mamme, rendiamoci conto che noi donne non siamo delle eroine, ma siamo delle persone normali e abbiamo diritto, ogni tanto, ad avere qualcuno che si prenda cura di noi.
Impariamo a fermarci, a curarci e ad amarci di più!
E voi, cari uomini, aiutateci a sentirci persone normali, fateci capire che possiamo cedere anche noi e, soprattutto, che siete in grado di sostituirci quando ne abbiamo bisogno.

Amo, scrivere, leggere e comunicare e ho sempre pensato che fosse giusto studiare tanto per fare delle proprie passioni un lavoro. Per questo, mi sono laureata in Editoria, e ora lavoro nel campo del giornalismo e della comunicazione. Sono una giornalista pubblicista iscritta all’Ordine e mi occupo di copywriting, editing e mansioni redazionali.

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