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Mamme in carriera: 3 falsi miti sul rapporto famiglia-lavoro

Spesso molte mamme che lavorano vengono messe alla “gogna da parte di chi ritiene impensabile, soprattutto nell’immediato post-partum, che si possa tornare a lavoro, preferendolo alla casa in cui è possibile godere di momenti della crescita di proprio figlio. In realtà, non è affatto cosi, e spesso dietro chi ritiene inconciliabile il rapporto tra famiglia e lavoro, sono radicati stereotipi e pregiudizi che cercheremo di sfatare.

Quali sono, dunque, i falsi miti che circolano riguardo la mamma lavoratrice?

1. Più una donna lavora, meno farà figli

Nulla di più sbagliato e falso, assicurano gli esperti. Se tornando indietro di vent’anni questa correlazione poteva ancora essere corretta, oggi le statistiche affermano che la percentuale di donne lavoratrici è direttamente proporzionale al tasso di natalità: per cui le donne in carriera e che lavorano sono – stando ai dati certi-quelle che fanno più figli. Dunque anche i più scettici devono sradicarsi da questa convinzione ed accettare il fatto che la carriera e l’occupazione di una giovane mamma non compromettono affatto il suo desiderio di maternità.


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2. Inutile fare figli e poi mandarli al nilo, stanno solo peggio

Questa è un’altra diceria che circola riguardo il malessere che i figli poco più che neonati proverebbero nell’essere “parcheggiati” al nido dalle mamme che lavorano e quindi non possono essere presenti in casa. Opinione condivisa almeno dal 58% degli italiani, i quali considerano che per i piccoli sia meglio restare con le mamme: posizione condivisa anche da psicoterapeuti e psicologi, convinti che l’estrema sensibilità dei più piccoli possa generare in loro un senso di abbandono. Spesso, però, sottovalutiamo le capacità dei più piccoli: se le mamme facessero capire loro che il nido non significa abbandonarli, ma anzitutto farli crescere, probabilmente il pregiudizio del nido diminuirebbe, purché si parli, ovviamente, di edifici e strutture competenti e specializzate.

3. I papà non si curano dei figli

Altri ancora ritengono invece che le donne che lavorano siano quasi obbligate a trovare un posto in cui lasciare gli infanti in quanto i papà non si occuperebbero sufficientemente di loro: in realtà, se l’Istat ha più volte dimostrato che le donne in casa si sobbarcano il 70% del lavoro tra pulizie, stiro e figli, ha al contempo sottolineato che questo peso si alleggerisce notevolmente se la mamma ha un’attività fuori casa (dal 73,4% al 71,4% del totale delle faccende domestiche). Un altro studio ha illustrato invece che esiste una correlazione positiva tra attività professionale della donna (con relativo stipendio) e impegno maschile in casa: se le donne lavorano, probabilmente i mariti collaborano anche di più in casa, stando almeno alle statistiche.