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L’incapacità dei genitori di gestire il tempo libero dei figli

Spesso genitori troppo presi dal lavoro, compiono il grave errore di occupare eccessivamente i figli in attività sportive, ricreative, culturali, ecc.., scandendo attimo per attimo le giornate e minando in tal modo la loro libertà di scelta. Questa “incapacità” di gestire adeguatamente il tempo libero dei figli, genera nei piccoli stress e stanchezza.

Oggi, si sa, la vita è diventata una continua corsa contro il tempo, è un susseguirsi di impegni e scadenze che non porta a riflettere con attenzione a come e quanto questo possa influire negativamente anche sui bambini.

Imbrigliati in questa fitta rete di impegni, i genitori sono portati a loro volta a sovraccaricare i propri ragazzi con attività di vario genere (dal nuoto, al calcetto, alle lezioni di musica ecc..), probabilmente anche per liberarsi dal senso di colpa che avvertono a causa della loro “assenza in casa”.

I bambini, dal canto loro, spesso non sono in grado di decidere autonomamente cosa fare e cosa non fare del proprio tempo libero, pertanto di affidano alle scelte dei genitori senza considerare quanto i troppi impegni possono incidere su di loro in termini di tempo ed energie.

Un tempo, si scendeva in strada a giocare e si era più liberi di organizzare le attività come si desiderava, con delle regole e tempi propri; oggigiorno, con lo sviluppo di sempre più numerose attività sportive e ricreative, il gioco libero è diventato ormai obsoleto.

Importante è tener presente che a questa gran mole di incombenze si aggiunge anche la scuola dove il bambino trascorre gran parte del suo tempo e dove tutto è già programmato. Tornando a casa stanchi, i bambini devono esser pronti ad affrontare quello che già è stato stabilito per loro.

“L’incapacità” da parte dei genitori di programmare le giornate dei propri figli, è controproducente in quanto il bambino si sentirà sempre più stanco e stressato e non in grado di dare libero sfogo a ciò che realmente ha voglia di fare.

Fondamentale è innanzitutto saper riconoscere i propri errori e quindi cercare di comprendere che il bambino ha necessità di decidere quali attività svolgere ed eventualmente anche cambiare se quello che fa non gli piace, in tal modo, si sentirà anche autonomo e responsabile rispetto alle proprie scelte; in secondo luogo sarebbe giusta regola evitare di sovraccaricarlo eccessivamente di impegni che possono a lungo andare, comportare affaticamento e stress e ripercuotersi poi negativamente sulla sua crescita.