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La disgrafia nei bambini: cos’è, cause e cure

In alcuni giovani studenti durante il loro percorso scolastico, si potrebbero riscontrare dei sintomi riguardanti la dislessia, la discalculia e la disgrafia. Rispettivamente queste tre problematiche riguardano in ordine la lettura, la cognizione numerica e la scrittura del piccolo scolaro. Questi disturbi, considerati singolarmente nel bambino, spesso, vengono confusi da maestri e genitori come una sorta di svogliatezza nei riguardi della scuola.

La disgrafia è piuttosto frequente e consiste nella scarsa scioltezza e fluidità della grafia con relativa difficoltà nel riuscire a scrivere correttamente segni alfabetici e numerici.

A volte viene confusa con la dislessia, sbagliando, perché chi soffre del primo disturbo è capace a leggere ma non a scrivere correttamente, così per comprendere se il bambino è disgrafico , si deve osservare se:

  1. Lo scolaro impugna scorrettamente la penna in mano.
  2. La scrittura è illeggibile e quindi appare confusa.
  3. Scrive in modo eccessivamente lento o al contrario molto forte.
  4. Il tratto non è fluido.
  5. Vengono lasciati spazi irregolari fra le parole e i vari grafemi.
  6. Non sono rispettate le dimensioni delle lettere.
  7. Il foglio non è riempito in modo armonico.
  8. Nello scrivere vengono aggiunte e tolte alcune lettere nella parola.
  9. Non si mantiene il rigo di base così che la scrittura stessa a volte sale o scende.
  10. Difficoltà anche nel ricopiare figure geometriche a causa della scarsa coordinazione oculo-manuale.

Soltanto dopo un’effettiva osservazione, prima da parte di maestri e genitori e poi di un grafologo, si potrà valutare l’eventualità di una terapia adatta, valutando anche agli aspetti psicologici del bambino. Va comunque ricordato che il piccolo scolaro non dovrà pertanto esser mai rimproverato, ma sempre incoraggiato onde evitare di scoraggiarlo peggiorando la problematica.