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Influenza, arriva il picco stagionale: numeri record, i bambini i più colpiti

Influenza 2020, il picco è arrivato

Nonostante il 2020 sia iniziato da poco, siamo già vicini al picco influenzale. In quest’ultima settimana, infatti, sono stati registrati 795.000 mila casi: diventano così 4 milioni e 266 mila le persone contagiate, in Italia, dall’inizio della sorveglianza.

Numeri da record, i più colpiti i bambini

A fornirci questi numeri da record è l’ultimo bollettino Influnet diffuso dall’Istituto Superiore di Sanità. Su 1000 assistiti, più del 13% (il 13.2%, per la precisione) rimane colpito dalla sindrome influenzale. I soggetti più a rischio continuano ad essere i bambini sotto i cinque anni.

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Fonte: ISS

Nella fascia di età 0-4 anni, infatti, l’incidenza è pari a 39,76 casi per mille assistiti. Nella fascia di età 5-14 anni a 28,17% mentre nella fascia 15-64 anni a 10,23%. Tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni, l’influenza corrisponde al 3,86% casi per mille assistiti.

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78 i casi gravi confermati, quindici i decessi. In 60 casi, ovvero nel 77% degli influenzati, i soggetti soffrivano già di altri disturbi quali diabete, malattie respiratore, tumore e altre patologie cardiovascolari.

Le regioni più colpite

Le regioni più colpite, secondo quanto diffuso dall’ISS, sono la Val D’Aosta, la Lombardia, l’Umbria, le Marche, il Lazio, l’Abruzzo, il Molise e la Basilicata. Tra i casi gravi sopracitati, il virus influenzale più comune risulta essere quello di tipo A (H1N1 e H3N2).

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Fonte: ISS

Psicosi coronavirus?

I sintomi influenzali sono da tenere sotto osservazione specialmente in questo particolare periodo, in cui sta trovando ampia diffusione il coronavirus. Se al momento nel nostro paese sono stati confermati solo due casi di contagio – due cittadini cinesi, ricoverati allo Spallanzani di Roma – in molti temono che dietro un semplice raffreddore o la febbre possa celarsi in realtà il virus.

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Fonte: ISS

Ecco perché i medici invitano tutti a non sottovalutare i sintomi influenzali – soprattutto nei soggetti più a rischio come anziani e bambini – e a sottoporsi ai dovuti vaccini. Questi ultimi, in particolare, possono aiutare a limitare anche il possibile contagio da coronavirus.