foto brutto anatroccolo

Il brutto anatroccolo: la storia e la morale della fiaba per bambini

Il brutto anatroccolo: la fiaba che insegna a credere in se stessi

Il brutto anatroccolo è un grande classico, una fiaba di Andersen che, per anni, ha insegnato a generazioni di bambini a credere in sè stessi. Il brutto anatroccolo passa la sua infanzia sentendosi inadeguato e “fuori posto” perchè diverso dagli altri. I pulcini, dal canto loro, non fanno nulla per accoglierlo nella loro cerchia, e, al contrario, non fanno che vessarlo. È dopo molte avventure, è dopo aver provato l’isolamento, che il brutto anatroccolo scopre di non essere più come si vedeva. Era diventato un meraviglioso cigno. Questa antichissima fiaba per bambini, tradotta in filastrocche, e film Disney, ci insegna da un lato quanto sia importante accettare chi all’apparenza sembra diverso da noi, e, dall’altro, a credere di più nella nostra natura. Quello che può sembrare un difetto può rivelarsi un dono.

La storia del brutto anatroccolo da leggere e imparare

Il brutto anatroccolo, la storia per bambini scritta nel 1843 da Hans Christian Andersen, narra di un pulcino, il risultato di un uovo di cigno finito per sbaglio nel nido di un’anatra in cova. Quando le uova si schiudono, mamma anatra capisce che qualcosa non va. Il pulcino non è giallo come gli altri, ma grigio e un pò sgraziato. Così cresce incoraggiato, all’inizio, dall’amore della mamma, ma schernito da tutti gli altri pulcini, emarginato a causa del suo aspetto diverso. L’anatroccolo, stanco di non riconoscersi nella società, scappa e rischia la vita, fino al momento in cui, specchiandosi in uno stagno, scopre di essere diventato uno splendido cigno. Ecco la favola per bambini:

La mamma anatra quel dì era  felice perchè le uova si stavano schiudendo una dopo l’altra. I piccoli anatroccoli uscivano e zampettavano intorno alla mamma, però c’era un uovo, il più grande di tutti, che non si decideva a schiudersi, mamma anatra allora tornò a covare quell’uovo fino a che non si schiuse. Con molta sorpresa, vide che l’anatroccolo era più grande degli altri e di colore grigio…insomma era proprio brutto. L’anatra pensò ad un brutto scherzo giocatole dalla massaia, a dire il vero pensava che quello fosse un tacchino, però l’unico modo per togliersi i dubbi era vedere il comportamento di quello strano pulcino nell’acqua. L’anatra, condusse la sua nidiata allo stagno, ma mentre i piccoli cominciarono a nuotare, il brutto anatroccolo si dimostrò il più abile ed il più sicuro di tutti. La mamma lo guardò e sospirò rassegnata: “Peccato che sia così brutto”, ma per questo motivo, sentì di volergli ancora più bene e con il becco gli fece una carezza. Radunò i suoi piccoli e disse loro che li avrebbe condotti a conoscere la loro regina quindi si raccomandò a che mantenessero un comportamento educato e rispettoso. Alla corte della regina, tutte le damigelle cominciarono a deridere il brutto anatroccolo, il quale, preso dallo sconforto, scappò e si andò a rifugiare nella palude delle anatre selvatiche, ma anche qui la vita fu difficile, decise allora di scappare nuovamente e corse tanto fino ad arrivare in un bosco dove scorse una capanna abitata da una vecchietta, un gatto ed una gallina. La vecchietta gli offrì ospitalità, ma il gatto e la gallina non furono per nulla contenti. Il poverino, dopo aver subito ogni sorta di angheria decise di andarsene, con grande soddisfazione del gatto e della gallina. Il brutto anatroccolo continuava a vagare senza sapere dove andare, una sera mentre il sole stava per tramontando, vide uno stormo di bellissimi uccelli bianchi e pensò tristemente che anche a lui sarebbe piaciuto essere così. L’inverno era arrivato e l’anatroccolo un giorno non ebbe più la forza di nuotare, faceva troppo freddo, e certo sarebbe morto se un contadino non lo avesse visto e non lo avesse portato a casa. Nella sua nuova abitazione l’anatroccolo trovò tanti bambini che però, come spesso accade, lo avevano scambiato per un giocattolo, fu così che una volta l’animaletto cadde nel secchio del latte, un’altra volta nel sacco della farina. Non ne poteva proprio più, riuscì a nascondersi, ed a scappare. Nel fare questo però, si accorse che le sue ali si erano irrobustite, le sue penne erano più bianche. Riuscì a nascondersi nella neve in modo da riuscire a sfuggire alle ricerche dei suoi persecutori. In qualche modo riuscì a sopravvivere nascosto nel bosco fino a primavera, ma a primavera spalancò le ali e spiccò il volo. Sotto di sé vide un laghetto dove nuotavano dei cigni maestosi. L’anatroccolo sospirò pensando che anche i cigni lo avrebbero maltrattato, e decise di volare in mezzo a loro. Con un largo volo si posò sull’acqua ed i cigni si avvicinarono a lui gridando; il brutto anatroccolo spaventato abbassò la testa, si preparava a morire, ma nel fare questo, vide la sua immagine riflessa nell’acqua e con grande stupore vide che non era più un brutto anatroccolo, ma si era trasformato in un bellissimo cigno, bianchissimo, attorno al quale si erano radunati tutti i suoi simili facendogli mille feste. All’istante capì tutto: era nato sì in un nido di anatre, ma da un uovo di cigno. Il brutto pulcino grigiastro, tozzo, disprezzato e maltrattato da tutti si era trasformato in uno splendido animale che dava lustro al laghetto nel quale viveva.

foto il brutto anatroccolo storia

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Il brutto anatroccolo: la morale della fiaba

Qualcuno potrebbe pensare che il brutto anatroccolo parli di trasformazione. Un anatroccolo che diventa cigno. La morale della fiaba, invece, parla di ben altro. Parla di un pulcino che è sempre stato cigno senza saperlo. E’ solo quando diventa consapevole della sua vera natura che diventa, finalmente, felice. La favola del brutto anatroccolo insegna (anche ai grandi) ad accettarci, a non snaturarci per assomigliare agli altri, perchè siamo perfetti proprio per quello che siamo. La fiaba per bambini anticipa anche il tema del bullismo. Insegna, infatti, ad accettare gli altri con le loro diversità, e a riconoscere la loro vera natura.

foto brutto anatroccolo morale

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La favola del brutto anatroccolo in filastrocca

La potenza del significato della favola del brutto anatroccolo ha fatto sì che venisse trasposta in molte forme. Una di queste è la filastrocca, così sintetica e orecchiabile, pensata apposta per entrare nel cuore e nella mente dei bambini. Un concentrato del brutto anatroccolo in 50 versi, da ripetere con i vostri figli e, perchè no, sul quale riflettere con loro. La versione della storia in filastrocca è molto fedele al racconto originale, e ripercorre la fiaba del pulcino diverso dai fratelli, preso in giro dagli animali del cortile e infine cacciato persino dalla sua stessa madre. Anche il finale è rimasto fedele: la rivincita del brutto anatroccolo, la consapevolezza di essere, in realtà, un cigno, e, soprattutto, l’accettazione nel gruppo in cui essere se stesso.

C’era una volta un anatroccolino
grosso, tozzo e un poco bruttino
a lungo la mamma l’aveva covato
ma quando nacque era proprio sgraziato!
E’ proprio un mostro! Dicono i vicini,
è un pò diverso dai suoi fratellini!
La mamma anatra dice: Guardate!
Non è così brutto come pensate!
E mentre vicino scorre lento il fiume
con tanto amore gli accarezza le piume.
Passano i giorni e son troppe le offese
la mamma gli dice: va via dal Paese!
Così una notte nel buio profondo
lascia il cortile e va via per il mondo.
Le vecchie anatre di un grande stagno
stanno nascoste e non fanno mai il bagno.
Tra le alte canne han trovato rifugio
e lo ricevono senza indugio.
Ma ahimè agli spari di un cacciatore
viene assalito da un gran terrore.
Col cuore in gola dal grande spavento
scappa veloce come fosse il vento.
Gli dan riparo in una catapecchia
una gallina, un gatto e una vecchia.
Ma non ha fine mai la derisione
e lo disprezzano in continuazione.
Viene l’autunno, decide di andare
ha d’improvviso voglia di volare.
Vede passar dei cigni nel ruscello
non ha mai visto nulla di più bello.
Nel freddo inverno continua a patire
mille sventure che non vi sto a dire.
La primavera è ormai alle porte
sente d’essere più grande e più forte.
Come d’incanto con un balzo solo
apre le ali e spicca il suo volo.
Scopre i prati fioriti e odorosi
i laghi cinti d’alberi frondosi.
I tre cigni rivede all’improvviso
io merito  d’essere ucciso.
Abbassa gli occhi come fa spesso
vede il suo capo nell’acqua riflesso.
Non riesce a credere a quel che vede
Non è possibile! Ma si ricrede
Son come loro! Dice con stupore
batte raggiante di gioia il suo cuore.
Benvenuto! Dicono i cigni in coro.
E da quel giorno lui vive con loro.
Col cuore pieno di felicità
or mostra a tutti la sua beltà.

foto brutto anatroccolo filastrocca

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Il brutto anatroccolo film: l’interpretazione della Disney

La fiaba del brutto anatroccolo viene trasposta per la prima volta in film d’animazione dalla Disney nel 1931 e successivamente 1939. Le due storie, tratte dalla favola per bambini, rientravano nella collezione Silly Symphonies, che rivisitava le migliori fiabe per l’infanzia. Il primo cartone animato prodotto si intitolava proprio “Il brutto anatroccolo”, ma fu il secondo, tradotto in italiano come “il piccolo diseredato” che ottenne il maggiore successo. Se guardiamo attentamente, i concetti base del brutto anatroccolo sono stati ripresi da Disney più avanti anche nel film d’animazione “Lilo &Stitch”, uscito nelle sale nel 2002. In basso la storia Disney del brutto anatroccolo.

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Video sul brutto anatroccolo per i bambini

Mentre un libro può essere un modo per condividere le storie con i bambini più grandi, può non esserlo per i più piccoli, che ancora non riescono a mantenere la concentrazione a lungo. E allora, perchè non guardare insieme la storia del brutto anatroccolo in video? La fiaba raccontata in sintesi, utilizzando immagini vivide e colori brillanti, può essere proprio la chiave per passare un pomeriggio di pioggia in allegria, o per darsi la buonanotte in un modo diverso dal solito. Ma, perchè no, anche noi grandi potremmo appassionarci alla storia di questo pulcino solitario che diventa un bellissimo cigno!

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Il brutto anatroccolo oltre la letteratura: canzoni e teatro

Parole e musica. Il brutto anatroccolo è una fiaba così amata che ha oltrepassato la letteratura per approdare a teatro. Ma, oltre alle pièce teatrali,  sono tantissime anche le canzoni e le fiabe musicali che si possono trovare online. Il primo ed il secondo video che trovate di seguito sono due delle sei canzoni che compongono una rivisitazione della fiaba per il teatro. Il brutto anatroccolo narrato sotto forma di musical è quanto mai coinvolgente per tutta la famiglia. Nel terzo video, invece, potete vedere un riadattamento della favola accompagnata da un sottofondo musicale. La voce, in questo caso, è prestata da Milena Vukotic.

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