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I bambini con “disturbo da deficit di natura”

Il contatto con la natura, il verde e gli animali che la abitano, ha una importanza cruciale nello sviluppo dei bambini. Stare all’aria aperta, correre tra i campi e conoscere i nomi delle piante, contribuisce alla crescita di un bambino sano. Purtroppo, spesso per mancanza di tempo o perché oggigiorno si vive maggiormente in città, le occasioni per abbandonarsi alla serenità e alla calma ma soprattutto all’insegnamento che un luogo di campagna può offrire diventano sempre più rare. Ed è per questo motivo che ci sono bambini sempre più iperattivi.

Il bello di ciò che la natura può offrire è in grado di provocare meraviglia e stupore, sentimenti sempre più infrequenti nei bimbi troppo spesso impegnati in casa, nel loro mondo fatto di videogiochi, TV, e attività che hanno poco o nulla a che vedere con ciò che la conoscenza della natura può regalare.

Secondo Richard Louv, esperto di psicoterapia ed editorialista del New York Times, molti bambini, soprattutto quelli che vivono in città, sarebbero vittime di una “sindrome da deficit di natura”, un vero e proprio disturbo del comportamento. Tale sindrome si ripercuoterebbe sui bambini, provocando iperattività e difficoltà di attenzione.

Mentre, secondo alcuni, tale disturbo del comportamento è da attribuire a fattori congeniti (microlesioni o immaturità cerebrale), e quindi da curare mediante farmaci; per altri la soluzione, è più semplice, e consiste nel modificare le condizioni di vita dei bambini stessi, che oggi, sono spesso non adeguate alle loro esigenze di crescita. Non si tratta di bambini patologici quindi, ma di bambini troppo vivaci.

Studi recenti dimostrano che il loro comportamento, migliora notevolmente quando gli si offre la possibilità di vivere in spazi aperti, in mezzo alla natura e lontano dalle mura di casa. Più i piccoli trascorrono del tempo all’aria aperta, con giochi ed attività in movimento, più il loro disturbo diminuisce di intensità.