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Mamma sequestra cellulare al figlio: il 15enne la porta in Tribunale

L’adolescenza è uno dei periodi più altalenanti e complessi da gestire, soprattutto per i genitori. Le prime ribellioni, i primi amori, le prime delusioni e le scelte sbagliate possono andare a condizionare il rapporto con mamma e papà, rei di dire troppi “no”, secondo la maggior parte dei figli. È successo a Maria, mamma spagnola di trentasette anni, portata in tribunale dal figlio quindicenne. Perché?

Quindicenne denuncia la madre per maltrattamenti

La colpa di questa donna, stando a quanto sostiene il figlio, è quella di avergli sequestrato il telefonino. La preoccupazione di mamma Maria era quella di vedere l’adolescente chattare continuamente invece di studiare e fare i compiti. Cosi, una sera la donna ha deciso di dare una lezione al figlio sequestrandogli per un periodo di tempo il cellulare.

Di certo Maria non si sarebbe mai aspettata che il figlio l’avrebbe poi denunciata per maltrattamenti, portandola addirittura a processo in Tribunale. Evidentemente il quindicenne ha pensato di aver subito un’ingiustizia troppo grande per essere trascurata.

L’accusa chiedeva 9 mesi di reclusione

Il giudice ha dato ragione alla giovane mamma: Maria, secondo quanto hanno fatto sapere i media spagnoli, ha semplicemente fatto il suo dovere di madre. Ha vinto così la causa contro il figlio: l’accusa richiedeva una pena di nove mesi di reclusione ed il pagamento delle spese processuali.

Una storia che fa riflettere

La storia farà sicuramente riflettere e arrabbiare tutte le mamme che inevitabilmente si rivedranno in Maria. Saranno tempi sempre più veloci delle nuove generazioni, sarà l’avvento del web e del mondo virtuale, sarà la perdita progressiva di dialogo e di confronto tra le mura domestiche che ha fatto si che la maggior parte dei giovani d’oggi si sentano incompresi dai loro stessi genitori.

Figli ormai fuori controllo?

Spesso però, quella che gli adolescenti definiscono incomprensione, non è altro che una protezione ed un’educazione che i genitori vogliono dare loro. E sembra assurdo che i figli reagiscano a questi “no” con denunce, avvocati e, in alcuni casi tristemente noti, con maltrattamenti ed omicidi.