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Gita al macello delle renne: polemica per un asilo norvegese

La scuola Granstubben Barnehage in Norvegia è finita al centro delle polemiche su Facebook. Il preside della scuola ha organizzato una gita “particolare” da far fare ad una classe dell’asilo. I bambini di 5 anni sono stati portati al macello dove vengono uccise e scuoiate le renne. Le foto della giornata, pubblicate sulla fanpage dell’istituto, hanno sollevato non poche polemiche.

Nelle immagini i piccoli prima giocano con gli animali, poi trascinano le carcasse delle povere renne morte. Il preside della scuola si è prontamente difeso dicendo che la gita aveva uno scopo ben preciso: insegnare ai bambini le usanze delle popolazioni indigene Sami, che occupano il nord del paese. “Questa non è la prima volta che lo facciamo. È importante per mostrare da dove proviene la carne. Lo faremo di nuovo”, ha dichiarato il preside.

Gita al macello

Le immagini sono raccapriccianti: i bambini trasportano le pelli delle renne morte e guardano i loro corpi. Sulla neve le carcasse sono disposte in ordine. Il sangue fa da padrone in tutte le foto. La scuola ha assicurato che i genitori avevano dato la loro autorizzazione.

Inoltre, l’insegnante ha dichiarato che nessun bambino si è sentito turbato durante la visita. Forse proprio perché tutto ciò viene fatto passare come normale, insegnando a dei bambini così piccoli la brutalità di alcuni gesti.

“Il nostro staff è stato straordinario e li ha guidati attraverso quest’esperienza con la possibilità di parlare dopo e valutare le loro impressioni. Il programma del patrimonio culturale Sami fa parte degli studi nazionali per le scuole materne ed è approvato dal governo. Insegnare la cultura sami senza parlare di renne è impossibile” ha scritto in un altro post su Facebook la scuola.

Le popolazioni Sami sono tribù indigene che vivono in Norvegia, Finlandia, Svezia e Lapponia e basano la loro economia sull’allevamento di renne. In Norvegia mangiare renne è la normalità. Appare comunque azzardata e poco consona la scelta di mostrare così tanta sofferenza e brutalità a dei bambini di 5 anni.