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Giochi curiosi: arriva You, il robot contro l’obesità infantile

Secondo dati del sistema di sorveglianza OKkio alla Salute, promosso dal Ministero della Salute – CCM (Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie), con il coordinamente dell’Istituto superiore di sanità, il 42% dei bambini ha una TV in camera e solo 1 su 4 si muove a piedi o in bici per andare a scuola. Risultato? L’obesità infantile si diffonde a vista d’occhio anche in Italia. Per combatterla arriva il robottino You.

Anche se i dati ufficiali sono in leggero calo, vedere bambini obesi per le strade dellenostre città non è così difficile. Ecco che proprio per educare i più piccini ad un corretto rapporto con il cibo, con le proprie sensazioni di fame e sazietà e per combattere l’obesità infantile arriva il robottino You.

Di cosa si tratta? È un piccolo robot interattivo, per ora in forma di prototipo, progettato da da tre docenti e da un gruppo di studenti della Seconda Università di Napoli (SUN). L’idea che sta alla base del nuovo “giocattolo” è quella di aiutare i bambini sovrappeso a riconoscere e decodificare i propri stimoli attraverso il meccanismo dell’identificazione. Una sorta di gioco di ruolo.

Come funziona? Il bambino è chiamato a nutrire virtualmente You tramite una specifica app: You viene “nutrito” con le indicazioni di tipo e quantità di alimenti che ha effettivamente mangiato il bambino. In base a quello che You mangia tramite il suo “padroncino”, avrà una serie di reazioni quali segnali luminosi, espressioni del viso o frasi relative alle proprie sensazioni. Se pensiamo che 8 bambini su 100 saltano la prima colazione, il 31% ne fa una inadeguata, il 52% fa una merenda di metà mattina troppo abbondante, non ci è difficile immaginare le risposte di You alla tabella nutrizionale che gli viene proposta dal bambino: “ho mangiato tanto”, “mi sento gonfio”, “basta stare fermo, ho voglia di muovermi”!

Al robot è associato anche un bracciale che viene indossato dal bambino e che registra i principali parametri metabolici e l’attività fisica svolta. Il bracciale rileverà inoltre la vicinanza con altri bambini stimolando eventuali occasioni di gioco collettivo grazie a premi accumulati attraverso una sana alimentazione e una corretta attività fisica.

Il robottino, in pratica, mostrerà al bambino le sue stesse abitudini alimentari, come in uno specchio: in questo consiste l’identificazione di cui parlavamo prima. Il bambino avrà modo di riconoscerle come errate anche attraverso i suoni e le parole del suo piccolo amico e, gradualmente, potrebbe imparare a controllarsi e autoregolarsi.

Il progetto nasce da una collaborazione tra il Dipartimento di Psicologia e il Dipartimento di Ingegneria Civile, Design, Edilizia e Ambiente della Seconda Università degli Studi di Napoli. Il prototipo è frutto della ricerca psicologica sui legami familiari nei casi di obesità infantile, improntati al controllo genitoriale e all’iperprotezione.

I docenti coinvolti sono Paolo Cotrufo e Stefania Cella per Psicologia, Rosanna Veneziano di Design. Gli studenti del corso di Social Design del corso di laurea Design per l’innovazione sono invece Antonio Basilicata, Daniele Caccavale e Clarita Caliendo.

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