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Gifted children o bambini plusdotati: chi sono

Tutti i bimbi sono speciali e unici. Ma ve ne sono alcuni che “portano un dono“, come sottolinea l’accezione inglese definendoli appunto “gifted children“. In italiano si chiamano bambini plusdotati, dotati di un quoziente intellettivo al di sopra della media. Non è facile stabilire se un piccolo è solo particolarmente brillante o un genio incompreso, così come non è facile gestirne il corretto sviluppo. Purtroppo, le istituzioni scolastiche sono impreparate a riconoscere, accogliere e valorizzare questi talenti in erba.

I “gifted children” sono tanti ma è difficile identificarli, anche perchè ognuno ha una propria caratteristica: chi ama la musica, chi la matematica o le espressioni artistiche. L’intelligenza percorre diverse strade e serve attenzione e osservazione per coglierne i risvolti.

In generale, secondo gli studiosi della materia, i bambini plusdotati hanno delle caratteristiche specifiche in comune: capacità di lettura precoce, grande interesse per le arti, una non comune capacità di autocritica e una memoria portentosa.

Una volta accertato che il piccolo ha facoltà fuori dalla norma, è comunque difficile consentirgli di fare un percorso adatto alle sue specificità. In Italia, infatti, non esiste un programma o ausili mirati per questi piccoli geni.

Anzi, spesso sono sottovalutati, il loro atteggiamento, a volte solitario e contestatore, visto che trovano ovvie le modalità espressive e cognitive dei coetanei, è scambiato per comportamento asociale o, peggio, per disadattamento o disturbo dell’attenzione.

Esistono, comunque, delle associazioni che si occupano di loro, a cui i genitori possono rivolgersi per aiuti o consulenze, come Step-net Onlus. Giorni fa è stata depositata una proposta di legge in Parlamento per tutelarli. Questi bambini hanno ricevuto un dono prezioso che però comporta potenzialità e difficoltà.