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Genitali esterni femminili: quello che c’è da sapere

Molto spesso capita alle donne di non conoscere alla perfezione il proprio corpo e, soprattutto, di avere vergogna nel conoscere le aree più intime: i genitali esterni. Conoscere un minimo della propria anatomia significa non solo avere consapevolezza di sé, ma anche e soprattutto poter riconoscere precocemente alterazioni o situazioni che potrebbero evolvere nella patologia.

I genitali esterni comprendono varie sezioni anatomiche: il monte di Venere è la parte di tessuto adiposo (accumulo di grasso), a livello del pube, dove si presentano cute e peli.

Esternamente le grandi labbra, due pliche di cute, dal monte di Venere scendono verso il basso, fino ad unirsi posteriormente in quella che si chiama forchetta o commessura vulvare, in prossimità dell’ano. Il tessuto in questione presenta follicoli piliferi, ghiandole sudoripare e sebacee.

Le piccole labbra, invece, sono due pliche meno evidenti e contenute all’interno delle grandi labbra e si sdoppiano superiormente formando quattro ripiegature, mentre posteriormente le pliche si uniscono all’interno delle grandi labbra.

Anteriormente si presenta il clitoride, l’organo erettile ricco di vasi e di nervi (equivalente al pene maschile). Naturalmente, l’erezione del clitoride dipende dalla stimolazione erotica.

Altre sezioni anatomiche si distinguono nei genitali esterni: vestibolo, come già detto, il bulbo del vestibolo, ovviamente il meato uretrale (l’orifizio dal quale si urina, posto tra la vagina ed il clitoride), l’apertura vaginale (dove si presenta l’imene, il tessuto che si presenta nelle donne virgo, o le caruncole imeneali, nonché i residui dell’imene).

Importante sapere che a livello vulvare (dei genitali esterni) sono presenti delle ghiandole (alcune minori), ma soprattutto la ghiandola del Bartolini, che secernono un liquido vischioso e hanno una struttura ramificata. Queste ghiandole potrebbero andare incontro a processi infiammatori.

Certo, conoscere al dettaglio l’anatomia è difficile e troppo specialistico, ma è opportuno avere un minimo di consapevolezza per l’amore ed il rispetto di se stesse, soprattutto perché tantissime condizioni (alimentazione, fumo, stress) possono incidere sulla qualità e la fisiologia dei meccanismi che la coinvolge e riguarda.