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Gemelline siamesi separate a due anni: primo caso al mondo al Bambin Gesù

Erano nate unite per la testa: gemelline separate al Bambin Gesù

Sono nate due anni fa, unite per la testa. Ora potranno abbracciarsi, l’una con l’altra. Al Bambin Gesù due gemelline craniopaghe sono state separate. È la prima volta al mondo che avviene un’operazione tanto delicata quanto difficile. Le protagoniste della vicenda sono le piccole Ervina e Prefina, date alla luce totalmente craniopaghe e arrivate a Roma della Repubblica Centrafricana.

La storia

Le bimbe condividevano le stesse ossa dell’area posteriore del cranio e il sistema venoso. Si tratta senz’altro del primo caso in Italia di operazione riuscita su una coppia di craniopagi totali, ma probabilmente anche dell’unico al mondo dato che non si contano interventi simili.

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Le due bambine, riferiscono dall’ospedale, hanno tante cose in comune ma non il carattere:

Prefina è giocherellona e vivace, Ervina più seria e osservatrice. Per farle conoscere e riconoscere anche attraverso il contatto visivo prima della separazione, nell’ambito del percorso riabilitativo è stato utilizzato un sistema di specchi.

Tre interventi e 30 persone coinvolte

L’operazione ha contato in tutto tre interventi, l’ultimo dei quali durato 18 ore. A studiare il lungo processo ci ha pensato un team altamente qualificato e multidisciplinare (circa 30 persone), che si è avvalso anche di importanti ed innovative tecnologie di imaging avanzato e di simulazione chirurgica.

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Operate il 5 giugno scorso, ad oggi le bambine sono ricoverate nel reparto di Neurochirurgia. Serve infatti tempo per rimarginare le ferite, ed il rischio di una possibile infezione è ancora alto. Le piccole, che hanno appena compiuto due anni, vengono costantemente monitorate dai sanitari. Fortunatamente, gli ultimi test effettuati indicano che

il cervello è integro e che il sistema ricreato funziona, il flusso di sangue si è adattato al nuovo percorso. Si trovano in una condizione che darà loro la possibilità di crescere regolarmente sia dal punto di vista motorio che cognitivo e di condurre una vita normale, come tutte le bimbe della loro età.