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Fino a quando si può lavorare in gravidanza

Appena scopriamo di aspettare un bambino siamo assalite da emozioni contrastanti: alla gioia immensa e all’emozione per l’attesa sono associati anche interrogativi su come affrontare i numerosi cambiamenti che ci attendono. Non ultimo quello relativo il lavoro. La domanda più frequente è: fino a quando possiamo lavorare?

Ci sono dei lavori che non si conciliano con la gravidanza perchè faticosi, oppure perchè l’ambiente e gli strumenti professionali possono compromettere la salute della mamma e del suo bimbo, in quanto la lavoratrice è esposta al contatto con sostanze tossiche, così come le attività che richiedono turni notturni. In questi casi la legge tutela le lavoratrici attraverso il congedo per maternità, appena ricevuto il certificato medico che attesta lo stato di gravidanza.

Quando la gestazione procede senza problemi ed il lavoro non è considerato a rischio per la donna ed il bambino, è possibile svolgerlo fino alla 36° settimana di gestazione, programmando una progressiva riduzione delle ore di lavoro entrando nell’ultimo trimestre. Periodo in cui iniziano i corsi pre parto che la gestante può frequentare, in orario di lavoro, presentando il documento preparato dal responsabile del consultorio al proprio datore di lavoro.

Qualsiasi sia l’attività professionale, è opportuno assumere delle precauzioni: ad esempio evitare di stare a lungo in piedi o seduta nella stessa posizione per molto tempo, fare delle pause evitando eccessivi carichi di lavoro.

Se l’attività professionale ci trattiene anche nelle ore del pranzo è importante prestare attenzione a ciò che mangiamo.

L’impegno professionale e la vicinanza dei colleghi possono aiutare la donna a distrarsi dalle preoccupazioni legate al procedere della gravidanza. Le gratificazioni professionali, inoltre, aiutano a mantenere alta l’autostima della gestante, importante per affrontare il travaglio ed il parto. Un giusto equilibrio che consenta alla donna di continuare a lavorare, ritagliandosi spazi per organizzare il parto ed il periodo successivo alla nascita, per prendersi cura di sé entrando in contatto con le emozioni del momento, è un ottimo compromesso per iniziare a gestire il duplice ruolo richiesto oggi alle donne, quello di lavoratrici e mamma.