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Fare figli protegge le donne dai tumori della sfera ginecologica

È ormai ipotesi accreditata da diversi studi che una gravidanza che avviene in giovane età è un fattore protettivo contro il tumore del seno, mentre dopo i 30 anni ad essere protetto dai tumori è l’endometrio. Gli agenti coinvolti nelle modificazioni all’interno dell’organismo dopo una gravidanza pare siano i fattori di crescita e il sistema immunitario.

Diventare mamma migliora la salute globale. Si sapeva già degli effetti benefici della gravidanza contro i disturbi della menopausa, le fratture dell’anca, i disturbi cardiovascolari e il tumore della mammella. A Basilea (Svizzera) i ricercatori del Friedrich Miescher Institute for Biomedical Research hanno voluto indagare anche sulle cause molecolari che regolano questo strano fenomeno. Dunque era già stato dimostrato che avere una gravidanza in giovane età dimezza il rischio di sviluppare un tumore della mammella, ma oggi si sa anche il perchè.

A proteggere l’organismo, oltre alle modificazioni della ghiandola mammaria che avvengono in funzione dell’allattamento, sarebbero delle modificazioni genetiche che avvengono dopo la gravidanza.

Lo studio è stato condotto sui topi femmine che dopo le gravidanze mostravano delle modificazioni nelle espressioni genetiche specie per quanto riguarda le proteine coinvolte nel sistema immunitario e la diminuzione dei fattori di crescita, migliorando così da un lato la capacità delle cellule di riconoscere quelle malate e distruggerle e dall’altro di impedirne la crescita. Ancora da chiarire il perchè questo meccanismo si verifichi solo in giovane età.

Per le gravidanze che si realizzano tra i 30 e 40 anni invece non c’è protezione dal cancro al seno, tuttavia c’è una protezione maggiore in questa fascia di età per quanto riguarda il tumore dell’endometrio. È il risultato di uno studio condotto dall’Università della California e pubblicato sull’American Journal of Epidemiology.

In particolare il rischio si abbassa del 17% tra i 30 e 35 anni e del 30% tra 35 e 40 anni. È chiaro che lo studio ha esaminato donne che non presentavano altri fattori di rischio per l’insorgenza del tumore. Ricordiamo infatti che lo sviluppo di un tumore dipende da tanti cofattori tra cui anche familiarità e luogo di nascita, e che pertanto la prevenzione dei tumori deve essere di natura multifattoriale, cioè agire sull’eliminazione di tutti i fattori di rischio eliminabili, come il fumo, il sovrappeso e il diabete e con protocolli di screening preventivi in aree a rischio o per i tumori che presentano stressa familiarità e mutazioni genetiche.