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Essere mamma in Italia significa rinunciare a tutto

Quanto è difficile fare la mamma

Sembra retorico, eppure è una grande verità: fare la mamma è uno dei mestieri più difficili al mondo. Responsabilità, impegni sempre maggiori, compiti, incarichi nuovi, figli, casa e talvolta anche il lavoro: per una donna, la quotidianità è più impegnativa di quanto non si creda. Non parliamo solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologico. Soprattutto considerando che viviamo in un Paese che non ci tutela affatto, anzi.

Le mamme devono avere più diritti

In primo luogo, bisogna sottolineare quanto per una donna lavoratrice diventare mamma sia quasi un ostacolo alla carriera. In tal senso, fanno riflettere le parole di Adriana Volpe, ex conduttrice Rai ed attuale concorrente del Grande Fratello. Nella casa più spiata d’Italia, la bella Adriana si è lasciata andare ad un duro sfogo che la dice lunga su quella che è la condizione lavorativa delle donne che decidono di mettere al mondo un figlio:

Molte volte anche sul lavoro non ti aiutano a essere madre.Sui nostri contratti Rai fino al 2011 c’era scritto che, in caso di gravidanza, si doveva dare immediata comunicazione all’azienda e l’azienda può recidere il contratto. Nulla sarà dato e nulla sarà dovuto. Ogni anno che andavo a firmare chiedevo di cambiare quella clausola

ha raccontato la Volpe.

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Si tratta di una condizione in cui versano molte donne. Ovviamente non bisogna generalizzare, anche perché fortunatamente vi sono aziende in cui le donne vengono tutelate specialmente durante la maternità. Eppure, quella descritta da Adriana Volpe rappresenta una vera e propria piaga del nostro paese.

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Spese ingenti e sempre maggiori

Un’altra difficoltà in cui versano parecchie donne, è quella che riguarda l’aspetto economico. Mettere al mondo e far crescere un figlio comporta delle spese sempre maggiori, delle volte ritenute anche eccessive. Analisi, visite mediche varie, diagnosi e controlli durante la gravidanza possono gravare veramente molto su una coppia che percepisce uno stipendio medio-basso.

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È vero che il Governo mette a disposizione una serie di bonus ed agevolazioni per le famiglie, ma è altresì vero che questi dipendono dall’ISEE del nucleo familiare, escludendo di fatto chi gode di una situazione economica abbastanza agiata. Non è detto, tuttavia, che una mamma più fortunata economicamente (o semplicemente lavoratrice) non abbia più figli a carico e non necessiti di aiuti e sussidi.

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I numeri preoccupanti

Secondo l’ultimo rapporto di Save The Children “Le equilibriste: la maternità in Italia”, l’Italia è primo nella classifica europea per anzianità delle donne (primo parto ad un’età media di 31 anni), con donne che devono sempre più spesso rinunciare a lavorare (il 43,2% delle donne tra i 25 e i 49 anni con figli minorenni risulta non occupata).

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Non solo: il 40,9% delle madri con almeno un figlio ha dovuto accettare un part-time pur di continuare a lavorare. Insomma, i numeri parlano chiaro: in Italia si fanno sempre meno figli (1,31 per donna), e sempre più tardi. Tra le cause, anche le poche tutele e l’impossibilità di conciliare vita professionale e cura dei figli.

Squilibrio territoriale dei servizi

Analizzando sempre il rapporto di Save The Children, altre lacune risiedono nella mancanza di informazioni adeguate, ma anche nella difficoltà di accesso alle strutture pubbliche e, in alcuni casi, addirittura all’assenza delle stesse. Questo è dovuto anche ad un fortissimo squilibrio territoriale dei servizi: se nel Centro-nord come Valle d’Aosta, Umbria, Emilia Romagna e Toscana le cose sembrano funzionare, in alcune regioni del Mezzogiorno la situazione è quasi drammatica.

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E allora, come poter essere donna, mamma e lavoratrice nella società odierna? Questa è la domanda che viene da porci, ma la soluzione è ancora difficile da trovare. Se restare incinta equivale – troppe volte – al licenziamento, è ovvio come la donna si ritrovi davanti ad una scelta: dare vita ad una famiglia, o portare avanti il lavoro. È assurdo pensare come, nel 2020, una persona debba ancora scegliere tra figli e carriera. E, soprattutto, è impensabile che si possa andare avanti solo di fronte ad una rinuncia.

Studentessa a Tor Vergata, da sempre appassionata di giornalismo e comunicazione. Per Passione Mamma mi occupo di notizie d'attualità e curiosità sui bambini. Non ho ancora figli ma quando sarà il momento non sarò di certo una mamma impreparata!

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