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Encefalite post-vaccino: cosa c’è da sapere

Certamente tutti i genitori ricorderanno il caso della bambina calabrese, che nel 2015 ha ricevuto un indennizzo dal Ministero per aver sviluppato una encefalite dopo il vaccino contro morbillo-rosolia-orecchioni. Le perizie mediche affermarono che nel suo caso, data l’assenza di altre patologie non era possibile escludere totalmente un nesso causale tra il vaccino e la cerebbellite, l’infezione del cervello che ha causato problemi neurologici e motori alla piccola. Per questo motivo, come previsto dalla legge in caso di problemi successivi a vaccinazioni o trasfusioni di sangue ed emoderivati, lo Stato riconosce alla famiglia una somma di 600 euro mensili.

Milioni di altre domande di risarcimento per presunti danni post-vaccino sono state respinte, sopratutto quelle che pretendevano di trovare un collegamento tra il vaccino e l’autismo, legame ampiamente smentito ormai da tutti gli studi della letteratura scientifica internazionale (Mäkelä A., Nuorti P., Peltola H., Pediatrics 110:957-63, 2002). Questa volta però i medici non hanno escluso che l’encefalite della bambina di Catanzaro sia stata causata proprio dal vaccino.

Dunque è lecito domandarsi se c’è questa reale possibilità e in che percentuale si verifica. Secondo i più recenti studi, l’encefalite, cioè l’infezione del cervello, rientra tra gli effetti collaterali dei vaccini in una percentuale di 1 paziente su un milione. Gli effetti collaterali si suddividono in comuni (1 paziente su 10), non comuni (1 paziente su 100) e rari (1 paziente su 1000). Quindi questo effetto collaterale del vaccino è praticamente raririssimo dovendo moltiplicare gli zeri per arrivare alla sua incidenza (1 su 1.000.000).

Numeri alla mano possiamo quindi affermare che, pur essendo in entrambi i casi effetti rari, è più probabile avere un emorraggia gastrica dopo assunzione di una aspirina che una encefalite dopo un vaccino. Eppure l’aspirina continua ad essere il farmaco più utilizzato al mondo (se ne consuma circa 40.000 tonnellate l’anno), mentre il numero di vaccinati è drasticamente e pericolosamente sceso negli ultimi anni, mettendo a rischio tutta la comunità dei non vaccinati.

Detto questo, dobbiamo anche ricordare che questo vaccino nello specifico non è tra quelli obbligatori. Molti di noi abbiamo contratto queste malattie da bambini e sviluppato così i nostri anticorpi. Ad onore del vero però dobbiamo anche ricordare che contrarre queste malattie espone in primis al rischio di complicanze neurologiche come le encefaliti, essendo virus neurotropi. La percentuale in cui si verifica una encefalite da morbillo ad esempio è circa 1 paziente su mille e 2 su mille per la parotite. Si tratta di una complicanza non frequente quindi ma comunque molto più frequente se si contrae la malattia che non se si effettua il vaccino. E purtoppo essendo diminuito il numero di vaccinati adesso è anche molto più frequente contrarre la malattia, sopratutto negli asili e nelle scuole.

Ad ogni mamma la scelta, purchè sia una scelta cosciente, responsabile ed informata, supportata da studi scientifici e percentuali e non solamente dalla rabbia di un genitore che (comprensibilmente) cerca sempre e comunque dei colpevoli, anche dove non ce ne sono.