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Differenza fra le madri italiane e quelle straniere

In grandi città come Roma è facile ritrovarsi a socializzare al parco con donne di varie parti del mondo, con queste mamme si condivide una panchina e i giocattoli dei rispettivi figli, si evita che i bambini litighino fra loro per un secchiello e una paletta, e si aspetta la fila all’altalena con la propria prole in modo educato. Ecco quindi che si instaura fra le donne un rapporto d’amicizia, di complicità materna che però sin da subito fa spiccare le notevoli differenze comportamentali riguardanti il modo di approcciarsi con il proprio figliolo.

Stereotipando le madri italiane, non si può che evitare di fare un paragone con la classica “mamma chioccia“, pronta a difendere i propri pulcini con le sue folti piume. Al parco non perde di vista il figliolo, lo fa sporcare con parsimonia ed è pronta a correre in caso si faccia male. Ai maschietti il primo gioco offerto, che dovrà corrispondere anche ad uno sport da praticare, è il pallone, perché è importante che l’ometto di casa impari sin da subito a calciare.

Cerca di far mangiare il più possibile i suoi piccoli, cucinando personalmente manicaretti gustosi. Quando si parte per le vacanze estive la mamma italiana prepara una valigia piena di vestiti per tutte e 4 le stagioni (nel caso in cui magari in Sardegna a ferragosto dovesse far freddo). Se il bambino si sporca al ristorante meglio chiedere subito del borotalco al cameriere e rimproverare il piccolo affinché non si macchi nuovamente.

Le madri straniere, a prescindere da quale parte del mondo provengano, generalmente quando si trovano in luoghi grandi e aperti come il parco, tendono a vestire i figli con colori sgargianti per non perderli di vista, e se si hanno 2 o più bambini addirittura vengono abbigliati in modo uguale per visualizzare entrambi subito nell’immenso spazio verde. Dopo aver fatto questa accortezza stilistica però, si accomodano anche per terra e con le cuffie della musica nelle orecchie, non si preoccupano se il figlio è salito sopra ad un albero, perché la creatura è abituata all’arrampicata. Ai piccoli sin da subito viene dato un supporto elettronico con il quale giocare, e ai i bimbetti più grandi invece è regalato direttamente il telefono che viene usato principalmente per le App ludiche. Con la prole parla la propria lingua natia, e fa molto bene, perché giustamente preferisce che sin da piccolissimi i bimbi siano bilingue.

Fa mangiare i piccoli senza troppe pretese offrendo loro ciò che rimedia di confezionato come snack, tanto le ore di sport a cui verranno sottoposti i giovincelli serviranno a far perdere i chili in eccesso. Pronta a viaggiare in qualsiasi momento, non prepara valigie, ma zaini con dentro il Keeway e due magliette. I passeggini sono di quelli super tecnologici con ruote giganti, capaci di affrontare anche i sanpietrini italiani. Se il bambino si sporca non c’è problema perché è una tappa dell’infanzia anche il saltare nel fango. La famiglia si muove in bici, pure se in Italia non ci sono piste ciclabili decenti, perché è sempre importante e piacevole muoversi sulle due ruote.

A parte queste iniziali differenze fra le madri italiane e quelle straniere, che ovviamente sono stereotipate e non universali, si può dire che ogni donna a modo suo ha comunque un comportamento per dimostrare il proprio amore verso la prole. Non esiste un atteggiamento giusto o sbagliato, ma solo diversi modi che rendono il mondo bello perché vario.